Inter-Crotone - Icardi, serata a due facce: dal tre si passa all'8. Banega è un dieci, Joao Mario merita l'uno

di Gianluca Scudieri
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Torna alla vittoria l’Inter e lo fa con un rotondo 3-0 sul Crotone. I nerazzurri, però, hanno faticato e non poco a trovare la via del gol nella gara delle 18 contro i pitagorici ed è servito un forcing finale per riuscire a strappare i 3 punti. Andiamo a ripercorrere i dati della gara in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.

ZERO - I tiri in porta fatti registrare dal Crotone nei 90 minuti disputati a San Siro. La squadra di Davide Nicola è stata arcigna in difesa lasciando pochissimi spazi all’Inter, ma in fase di ripartenza non è riuscita a farsi vedere in nessun modo e questo ha reso più facile la gara ai padroni di casa.

UNO - Il pallone perso da Joao Mario. Il portoghese, schierato in mediana insieme a Brozovic, è stato sgravato dai compiti di prima impostazione, ma la sua gara non è stata più incisiva nella metà campo offensiva. Da lui, che non è un playmaker, giova sempre ricordarlo, ci si sarebbe aspettati una prestazione più importante negli ultimi 30 metri con inserimenti.

DUE - Le volte in cui l’Inter non ha subito gol in questa Serie A, contro Crotone ed Empoli. Certamente non contro avversarie probanti, ma rispetto a quando la squadra questa tipologia di partite le perdeva in extremis è sicuramente un passo avanti.

TRE - I tocchi di Icardi nel primo tempo. Freddo numero che esemplifica la diversità di gioco dell’Inter di De Boer con quella vista in campo ieri sera. Se sia giusto o sbagliato lo dirà solo il tempo e il nuovo allenatore che si sederà in panchina a partire dal derby. Déjà-vu.

QUATTRO - I momenti in cui si è percepita la contestazione della Curva Nord. Precisazione doverosa: contestazione sì, silenzio no. In molti si attendevano uno sciopero del tifo, ma questo non c’è stato: soltanto in occasione della lettura delle formazioni il tifo organizzato nerazzurro è rimasto seduto ed impassibile, ma per il resto della gara, anche quando venivano esposti i vari striscioni contro la società e i giocatori, si è sentito l’apporto dei supporter dal secondo anello verde.

CINQUE - I dribbling messi a segno da Candreva-Banega-Perisic. Schierati come trequartisti nel 4-2-3-1 disegnato ieri sera da Vecchi, i tre hanno saltato 5 volte i diretti avversari creando superiorità numerica. Dopo il dribbling, però, è mancata la precisione nell’ultimo passaggio e nei cross.

SEI - I minuti in cui si è decisa la gara. Nicola al termine della partita ha definito “paradossale” prendere un gol in contropiede dall’Inter a 6 minuti dalla fine. Difficile dargli torto. Negli ultimi sei minuti si è sistemata una gara che sembrava essere compromessa: va detto che il Crotone, però, ha avuto molta fortuna nell’arrivare all’84esimo minuto sul risultato ancora in parità.

SETTE - Gol segnati in Serie A dall’Inter nell’ultimo quarto d’ora. Tre sono stati messi a referto solo ieri sera, ma il dato è molto interessante. Questa squadra non perde mai le speranze e non lascia nulla al caso: essere così pericolosi negli ultimi 15 minuti mette sempre soggezione alle avversarie che sanno di non poter abbassare la guardia. Ieri il Crotone lo ha fatto e sappiamo tutti com'è andata a finire.

OTTO - Il voto di Icardi. Alle volte si arriva a pensare che nemmeno lui sappia cosa sia in grado di fare. Per 83 minuti ha letteralmente pascolato per il terreno di gioco facendo chiedere a più di un tifoso se in campo ci fosse o meno, il primo tempo è stato da spettatore non pagante (ma in realtà profumatamente pagato) e il primo tocco è stato una respinta su di un tiro di un compagno. Non il massimo. Va detto che molte volte Maurito dettava la profondità, senza essere tuttavia servito, però quanto fatto vedere in occasione del primo gol dell’Inter e del rigore fa innervosire chi lo osserva: doppio clinic su come tenere la palla e l’avversario a distanza per poi servire una palla perfetta sui piedi di Perisic in un caso e conquista caparbia del penalty nel secondo. Le sue doti non sono criticabili, lo è la sua continuità: se riuscisse a giocare per più di 10 minuti in questo modo cesserebbero le divisioni sul suo apporto alla squadra e ne gioverebbero i risultati.

NOVE - Tiri nello specchio della porta dell’Inter, sui 25 complessivi. Serve altro dato per commentare come il Crotone sia stato in partita solo per la poca lucidità sotto porta dei nerazzurri?

DIECI - Ieri sera Ever Banega ha ricoperto la posizione del dieci in campo, come molto spesso in questa stagione e si è ben destreggiato fra le strette maglie della difesa calabrese, checché i pagellisti ne dicano. Non una prestazione strabiliante, ma nemmeno un flop immenso. Il dubbio adesso con il cambio allenatore sta nel dove posizionare Banega, secondo alcuni, ma la risposta è una sola: non lontano dalla zona nevralgica del gioco d’attacco dell’Inter. Non può fare il 5 davanti alla difesa per caratteristiche fisiche (lui nasce cinco in Argentina, ma in Europa, in Spagna, diventa un diez per la poca velocità) e non può fare, se non in condizioni di emergenza la mezzala in un centrocampo a tre perché lascerebbe scoperta la propria zona. Con Banega in campo l’Inter non può che giocare con il 4-2-3-1 dove lui si prende carico dell’impostazione della manovra offensiva dei nerazzurri: con lui nel rettangolo di gioco la palla negli ultimi 30 metri deve essere solo sua perché ha le capacità per poter risolvere la gara in qualsiasi istante. Ricordate la rimonta a Pescara?


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