Inter-Genoa - Icardi, 5 indizi più di una prova. Joao Mario, 7 di qualità

di Gianluca Scudieri
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Penultima gara in casa del 2016 per l’Inter quella di domenica scorsa contro il Genoa e i nerazzurri in un clima surreale, e non solo per la nebbia che impediva una buona visibilità, hanno ottenuto i tre punti. Andiamo a ripercorrere i dati del match in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci”

ZERO - I tiri in porta di Icardi contro il Genoa, ma per la prima volta in stagione, nonostante questo dato, i nerazzurri sono riusciti a trovare i tre punti. Sempre per la prima volta in stagione cade il tabù per cui l’Inter è Icardi-dipendente: se i nerazzurri saranno più squadra e meno individualità qualcosa potrà muoversi, anche a livello di punti.

UNO - Una sola volta nei 45 minuti giocati Felipe Melo è stato saltato in dribbling. La prestazione del brasiliano è stata utile, non appariscente, ma sicuramente preziosa per dare equilibrio ad una squadra che troppo aveva regalato agli avversari nella prima frazione di gioco. 

DUE - I gol di Brozovic su tre tiri in porta totali provati dall’Inter. Un solo errore sotto rete, una media realizzativa molto elevata che non potrà essere l’abitudine, e non sarebbe normale, ma che fa capire come il potenziale offensivo e la pericolosità degli uomini con la maglia nerazzurra è superiore alla classifica che attualmente occupano.

TRE - Dopo tre gare consecutive di campionato in cui l’Inter ha subito gol, la difesa nerazzurra rimane imbattuta. Si tratta del terzo clean sheet in questa competizione in cui Handanovic non deve raccogliere il pallone dalla propria rete. Sono indubbiamente troppo pochi rispetto alla passata stagione e rispetto agli standard che si confanno ad una squadra che pretende di lottare per delle posizioni nobili della classifica.

QUATTRO - I tiri in porta concessi al Genoa dall’Inter. Non tutto è stato positivo: non è pensabile di concedere così tante occasioni nitide all’avversario perché non sempre sarà possibile mantenere la porta inviolata con tutti questi tiri scagliati verso la porta di Handanovic.

CINQUE - Le vittorie dell’Inter con Mauro Icardi che tocca più di 25 palloni in un match (domenica sono stati 36). Per primi in questa rubrica abbiamo analizzato questo dato e al quinto indizio questo discorso assume dei connotati ancora più evidenti di una prova. Il match col Sassuolo e quello con Lazio saranno il test definitivo per capire se il rosarino sarà in grado di mantenere con continuità questo andamento.

SEI - La posizione occupata dall’Inter nella speciale classifica relativa alle partite in casa. Non di sicuro il rendimento atteso all’inizio della stagione, ma molto meglio rispetto a quello ottenuto lontano da San Siro, dove non grava la pressione del pubblico amico: lì i nerazzurri hanno raccolto 7 punti in 8 gare. Poco. Troppo poco.

SETTE - I passaggi chiave di Joao Mario contro il Genoa. Di gran lunga il migliore in questo dato, il portoghese si è adeguato a qualsiasi ruolo dalla mediana in su per garantire l’equilibrio tanto ricercato da Pioli con la difesa a tre. Il rendimento del portoghese, nonostante il clamoroso errore sotto porta, sta tornando a salire e questo non può che essere un bene.

OTTO - Le gare consecutive giocate a San Siro in cui l’Inter ha realizzato almeno una rete, vale a dire che dall’inizio del campionato i nerazzurri non sono mai rimasti a bocca asciutta davanti al proprio pubblico. così può consolare anche così .

NOVE - Murillo e Miranda hanno combinato per 9 duelli aerei vinti sui dodici complessivi a cui hanno preso parte i due. Schierati in una difesa a tre, concettualmente molto simile a quella proposta da Spalletti nelle ultime uscite, con un terzino spostato a centrocampo, i due centrali di ruolo hanno retto bene gli assalti aerei degli uomini di Juric regalando una buona prestazione dopo le ultime in cui erano apparsi sottotono.

DIECI - Nelle ultime otto gare di campionato l’Inter è decima per punti conquistati, sei in meno della Roma (la migliore in questo lasso temporale), tre in meno del Milan. Eppur si muove, qualcuno direbbe, ma non bisogna farsi trarre in inganno. Non sempre i punti sono la cartina di tornasole dello stato di salute, ma aiutano ad infondere fiducia laddove la fiducia manca.


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