Inter-Roma - Il sette è il problema dell'Inter, l'otto quello di Tagliavento

di Gianluca Scudieri
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Sconfitta pesante contro la Roma per l’Inter che vede allontanarsi quasi definitivamente il terzo posto utile per la qualificazione in Champions League dovendo rimandare, verosimilmente, di un anno le proprie ambizioni europee. Andiamo a ripercorrere i dati del match di San Siro in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci"

ZERO - I tiri in porta dell’Inter fino al 45° minuto. Letteralmente regalata la prima frazione agli avversari sotto ogni punto di vista e, se questo non deve accadere contro il Pescara o il Crotone, figurarsi contro la seconda forza di questo campionato. 

UNO - Per la prima volta in stagione l’Inter perde una gara in cui Mauro Icardi tocca più di 25 palloni. Il rosarino ne ha gestiti ben 33 contro i giallorossi, ma non sono risultati sufficienti poiché solo il numero non serve: occorre anche la qualità di questi. 

DUE - Rimaniamo su Mauro Icardi dicendo che il paragone con Dzeko, nonostante la rete, lo ha perso: su otto dati statistici importanti, come tiri totali, palloni toccati, passaggi effettuati e completati, duelli aerei tentati e vinti, palloni persi e dribbling tentati, l’attaccante dell’Inter ha primeggiato solo nei palloni persi e nelle conclusioni. Poi per il resto il bosniaco della Roma ha primeggiato nel tanto stressato paragone. Dire che Icardi ne è uscito vincitore per un solo gol realizzato pare eccessivo e non obiettivo.

TRE - La percentuale di possesso palla nerazzurro affidato a Marcelo Brozovic, in netto calo rispetto alle medie stagionali e parso fuori ruolo e fuori forma contro la Roma. Schierato sulla trequarti offensiva, lì dove bisogna sì sapere inventare, ma anche essere il primo ad aiutare il centrocampo, il croato è parso assolutamente fuori fase tanto da essere sostituito al 54° minuto. Colpa di una condizione fisica non ottimale.

QUATTRO - Le volte in cui Joao Mario e Marcelo Brozovic sono stati saltati in dribbling dagli avversari. Entrambi dovevano essere i primi a portare pressione sui difensori giallorossi e, in alternativa, essere i primi ad aiutare Gagliardini e Kondogbia. Invece non sono stati in grado di aiutare l’Inter in fase difensiva e qui si è decisa la partita.

CINQUE - I minuti trascorsi dall’inizio della partita al cartellino giallo di Ivan Perisic per comportamento antisportivo. Il croato non conosce il regolamento, questo è chiaro, ma che un regolamento preveda un cartellino giallo per questo tipo di condotta e nulla per chi simula un infortunio per interrompere l’azione d’attacco avversaria, oppure non stabilisca in via univoca il comportamento che un arbitro deve tenere nei confronti dei calciatori che gli mancano di rispetto, lascia alquanto perplessi.

SEI - I gol concessi dai nerazzurri nel primo quarto d’ora di gara. Questa è la parte dell’incontro in cui l’Inter ha subito più reti dai propri avversari e denota una leggera difficoltà ad entrare in partita, anche se buona parte di questo dato è da attribuire alla gestione De Boer. Contro la Roma, comunque, la difficoltà si è palesata in maniera chiara.

SETTE - Le squadre con un migliore attacco dell'Inter. I nerazzurri si fermano a 41 reti segnate, anche meno dell’Atalanta, della Lazio e del Torino, una situazione non ipotizzabile all’inizio del campionato e che forse viene tenuta in considerazione troppo poco. Questo ancor prima di altro deve far riflettere: come è possibile che un reparto offensivo simile realizzi meno gol della squadra di Gasperini, ad esempio? Mistero.

OTTO - I minuti trascorsi dalle polemiche arbitrali per il mancato rigore concesso a Eder al gol di Icardi. Più del secondo gol di Nainggolan, viziato da una spinta del belga su Gagliardini già in aria (quando si salta l’equilibrio è precario e anche il più piccolo contatto può essere falloso), questa è la scelta più sbagliata della squadra arbitrale: il rigore, con rosso per Strootman (chiara occasione da gol a tu per tu col portiere), avrebbe riaperto prima la partita dando all’Inter venti minuti (recupero incluso) in superiorità numerica.

NOVE - I tackle tentati dalla coppia centrale di centrocampo dell’Inter portandone a segno 6. L’elevato numero di tackle provato da Gagliardini e Kondogbia fa capire quanto i due siano stati sollecitati per la mancanza di filtro davanti. Entrambi hanno retto bene la pressione nonostante un Nainggolan incontenibile, ma hanno arginato discretamente Salah (migliore in campo all’andata) e lasciato a Strootman solo pochi palloni giocabili: non possono essere loro i responsabili della brutta gara dei nerazzurri.

DIECI - I duelli aerei in fase offensiva disputati da Edin Dzeko. L’attaccante bosniaco non sarà finito sul tabellino della gara, ma ha aperto la difesa dell’Inter sapendo sfruttare l’assenza di Joao Miranda. Medel e Murillo hanno saputo resistere, ma dover battagliare con l’ex City è stato arduo e questo alla lunga ha pesato sulla lucidità dei difensori nerazzurri. Chiedere a Medel in occasione del rigore che ha chiuso la partita.


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