Inter-Southampton - Un nuovo quattro sulla fascia. L'uno e l'otto rendono giustizia

di Gianluca Scudieri
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Vittoria importantissima quella dell’Inter in casa contro il Southampton con la quale i nerazzurri si rilanciano nel girone K di Europa League dopo le due sconfitte consecutive contro l’Hapoel Be’er Sheva e lo Sparta Praga. Andiamo a ripercorrere i dati salienti della partita di San Siro nel consueto appuntamento con “Da Zero a Dieci”

ZERO - I gol subiti dall’Inter contro gli inglesi. Quella contro i Saints era sicuramente una partita ad alto rischio dal punto di vista difensivo per una squadra i cui movimenti dentro la propria metà campo sono ancora da registrare eppure, grazie anche agli interventi di Handanovic, si è mantenuta la porta inviolata per la prima volta in Europa in questa stagione e per la prima volta dopo la gara contro l’Empoli in campionato.

UNO - Con un solo tiro in porta l’Inter è riuscita a trovare la via del gol, e che gol. Quello di Antonio Candreva è un colpo da maestro a cui l’ex laziale non è nuovo, ma va sottolineato un dato: a quanti criticano il carente gioco mostrato ieri dagli uomini di De Boer si segnala come fino al 67° minuto il conteggio delle conclusioni verso la porta avversaria era di 1-1, il tutto, inevitabilmente, è cambiato dopo l’espulsione di Marcelo Brozovic che ha dato qualche speranza in più agli uomini di Puel. Per correttezza di informazione, talvolta latitante, l’Inter fino a quel momento era avanti nel conteggio dei tiri totali di due lunghezze e solo con il serrate finale degli inglesi il dato si è modificato.

DUE - Le presenze stagionali di Marcelo Brozovic dal primo minuto, entrambe in Europa, ma diametralmente opposte. Lo svogliato croato della gara contro l’Hapoel Be’er Sheva ha lasciato spazio a quello volenteroso e proprio questa sua innegabile volontà di mettere a tacere quanti ne hanno criticato l’atteggiamento l’ha portato a compiere due falli di eccessio agonismo, non certo di imperizia. Anche De Boer può dirsi soddisfatto, tutto sommato, dell’approccio di Brozovic e questo potrebbe segnare l’inizio di un nuovo rapporto fra i due.

TRE - Due volte 3, ovvero 33, sono stati i tocchi di Mauro Icardi ieri sera. Questo dato rappresenta la seconda miglior prestazione stagionale dell’argentino dopo i 40 palloni toccati contro la Juventus. Sicuramente da lui ci si aspetta sempre tanto, ma questo atteggiamento di sacrificio per la squadra non può che giovare a tutti. Da migliorare c’è sicuramente la difesa del pallone quando la squadra è in difficoltà: infatti sono soltanto 7 i palloni toccati da Icardi dopo l’espulsione di Brozovic, quando la squadra avrebbe avuto bisogno di rifiatare, ma ci sarà modo di lavorare su questa particolare situazione di gioco.

QUATTRO - I dribbling messi a segno da Davide Santon. Il ragazzo romagnolo è rinato sotto De Boer, dopo un’estate travagliata l’ex enfant prodige della cantera nerazzurra si è conquistato il posto da titolare e ora sono gli altri tre terzini in rosa a contendersi il posto rimasto sulla corsia opposta alla sua. Dai margini del progetto, scaricato più volte, ora è uno dei migliori interpreti di questa squadra. Che sia il buon lavoro del tecnico la causa di questa inversione di tendenza?

CINQUE - I passaggi chiave dell’Inter. Questi sono rimasti tali dal rosso a Brozovic sino a fine partita, ma fanno capire come qualcosa di pericoloso possa sempre nascere dai piedi di questi giocatori. Va però sottolineato, come questo sia il dato stagionale più basso, anche degli 8 messi a segno contro il Chievo, dove però c’era un Banega in più in campo, cosa che ieri sera non si è verificata.

SEI - Il numero di Joao Mario. Il portoghese non è stato inserito nella lista per l’Europa League, ma molti pare se ne siano dimenticati viste le critiche che piovono su questa squadra. L’ex Sporting Lisbona è sicuramente uno dei migliori interpreti del centrocampo nerazzurro e giocare senza il suo apporto è indubbiamente molto complicato, specialmente in fase di uscita dalla difesa. Non si vogliono né si possono addebitare alla sua mancanza le fatiche di questa squadra in Europa, ma la sua assenza costringe a cambiare il modulo base e a giocare con giocatori che sono soliti guardare il portoghese dalla panchina. Giusto ricordarlo se si vuole informare correttamente.

SETTE - Il voto che si è meritato Samir Handanovic. Dopo le critiche, giuste, dopo la partita contro il Cagliari lo sloveno si è rimboccato le maniche e ha fatto capire che fra i pali è uno dei migliori in circolazione in Europa e al mondo. Il miracolo nel finale nelle fasi più concitate della gara è stato festeggiato come un gol da parte del pubblico accorso a San Siro in un orario scomodo per guardare la partita. Giusto dare il merito a Samir per quanto compiuto.

OTTO - Il Southampton è ottavo in Premier League, giova ricordarlo. Non è l’ultima arrivata e se si mantiene in posizioni così alte nel campionato più competitivo al mondo un motivo ci sarà. Soffrire era in preventivo e in trasferta sarà ancora peggio, ma il fatto che l’Inter sia riuscita con il carattere a vincere in dieci questa gara è un grande segnale, proprio come chi ha fatto la stessa cosa due sere prima da qualche altra parte in Europa.

NOVE - I punti ancora disponibili in questo girone. Con tre partite ancora da disputare e soli tre punti dalla vetta occupata dallo Sparta Praga, l’Inter si è rimessa pienamente in corsa per il passaggio del turno anche come prima classificata. La gara più complicata, sulla carta, sarà proprio la prossima in trasferta in Inghilterra, ma con nove punti a disposizione tutto è ancora possibile.

DIECI - La quota verosimile con la quale si può ottenere la qualificazione. Giusto completare il discorso sopra accennato: con 10 punti per non qualificarti devi essere sfortunato quanto il Napoli di Benitez che uscì con ben 12 punti in un girone proibitivo. Un pareggio e due vittorie sulla carta sono alla portata di questa squadra, ma a seconda dei risultati si potrebbe passare anche con meno dei dieci punti fissati. Questi, però, sono calcoli aritmetici che lasciano da parte la componente emotiva di cui il calcio è pregno e dunque l’Inter deve porsi questi dieci punti come obiettivo minimo e puntare all’en plein per mettere al sicuro qualsiasi discorso.


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