Inter-Torino - L'uno vuol dire fiducia. Suning fa per 7, Icardi per 8

di Gianluca Scudieri
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L’Inter torna alla vittoria nel turno infrasettimanale contro il Torino in una di quelle classiche gare senza un domani. Risultato e prova convincenti da parte degli uomini di De Boer che strappano il 2-1 e i tre punti: andiamo a ripercorrere i momenti salienti del match di San Siro in questo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.

ZERO - Mai prima d’ora nelle gare giocate in casa l’Inter era riuscita ad andare in vantaggio alla fine del primo tempo. I nerazzurri hanno approcciato con il piglio giusto la partita di San Siro contro una squadra sicuramente più in forma di loro ed essere andati sul risultato di 1-0 negli spogliatoi non può che aver dato un minimo di serenità alla squadra.

UNO - Il solo cambio effettuato da De Boer nel corso della gara di ieri, quello di Palacio al posto di Eder. Dai più questo viene letto come un problema, ma la realtà è che il tecnico olandese non ha sentito la necessità di modificare una squadra che sino a quel momento aveva fatto molto bene e che gli dava molta fiducia. Il gol nel finale ha ripagato questa scelta.

DUE - Il numero che ha segnato la gara di Icardi. Mancavano due minuti al novantesimo quando l’argentino ha scoccato il suo secondo tiro in porta realizzando la sua seconda rete nella gara. Ieri sera l’ex attaccante della Sampdoria si è impegnato molto risultando più in palla delle sue ultime uscite: ha infatti registrato 38 tocchi di palla, solo 2 in meno rispetto alla sua migliore prestazione stagionale contro la Juventus. Un miglioramento sensibile rispetto alla gara contro l’Atalanta o quella con il Cagliari o la Roma, ma ci sono ancora molti margini di miglioramento per il rosarino.

TRE - Le volte in cui è stato dribblato Cristian Ansaldi dai giocatori del Torino. L’argentino non è sembrato in palla sulla corsia di destra in fase di uscita del pallone e ha sofferto le avanzate sulla sua fascia, diversa è la natura del gol subito: il terzino viene ritenuto il responsabile dell’errore, ma lui inciampa su Murillo sdraiato per terra, quindi è vittima solo di un po’ di sfortuna.

QUATTRO - I tiri in porta di media dell’Inter in questo campionato. I nerazzurri concludono 4,7 volte a partita verso lo specchio della porta avversaria, ma hanno realizzato soltanto 13 reti: sulla miglior precisione bisogna lavorare per non doversi più trovare a rincorrere vittorie come accaduto ieri sera quando i 3 punti sembravano in cassaforte, ma è mancato il colpo di grazia alla squadra di Mihajlovic.

CINQUE - I tackle portati a segno da Joao Miranda. Il brasiliano, che qualche brivido ha fatto correre lungo le schiene dei tifosi nerazzurri sul finire del primo tempo, è stato autore della solita maiuscola prova contenendo tutti gli attacchi portati dal Torino e arginando al meglio possibile Belotti: anche nella situazione del gol era arrivato a contendergli il tiro con un prodigioso ripiegamento. Miranda è sicuramente uno di quei giocatori su cui fare sempre affidamento se si vuole uscire dai momenti di crisi come questo.

SEI - Joao Mario schierato davanti alla difesa è stato autore di una prova più che sufficiente. Il numero sei nerazzurro è sempre stato l’incaricato principale per l’uscita del pallone dalla difesa e la sua calma, anche nei minuti finali, ha consentito all’Inter di non andare in affanno e di strappare la vittoria.

SETTE - I punti collezionati da De Boer quando sugli spalti ci sono stati esponenti dirigenziali del gruppo Suning e Thohir. Coincidenza? Può essere, ma in un momento in cui serviva vicinanza all’allenatore da parte di chi lo ha fortemente voluto su quella panchina questo dato non va sottovalutato.

OTTO - Le reti in campionato di Mauro Icardi, l’argentino è così secondo nella classifica cannonieri alle spalle del solo Edin Dzeko. Questo dato esalta sicuramente il rendimento dell'attaccante, ma fa riflettere: molte volte non sono evidentemente i gol a decidere le sorti di una squadra e non basta nemmeno essere il secondo cannoniere della Serie A per poter dare un contributo.

NOVE - I gol subiti dall’Inter nei secondi tempi. I nerazzurri incassano più del doppio delle reti nei secondi 45 minuti rispetto ai primi e questo non può essere un dato su cui riflettere. Che sia per cali di concentrazione o per carenze dal punto di vista atletico, fatto sta che l’Inter deve puntellare questo aspetto in vista delle prossime uscite di campionato.

DIECI - Brozovic, Banega ed Eder hanno realizzato insieme 10 passaggi chiave dei 19 messi a segno dall’Inter. Tutti e tre sono stati autori di ottime prestazioni, specialmente nella seconda frazione di gioco. Il croato fra i tre è sicuramente quello che più ha sprecato anche in zona gol, ma la sua attitudine è stata certamente positiva. Attitudine positiva anche quella di Eder che fino a che è rimasto in campo ha dato tutto il suo apporto a Mauro Icardi. Capitolo a parte per Ever Banega che nel secondo tempo è salito in cattedra regalando giocate di qualità eccelsa e illuminando in più di un’occasione la fase offensiva nerazzurra.


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