Juventus-Inter - Icardi, digiuno da 5. Inter nove volte in territorio nemico

di Redazione FcInterNews.it
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ZERO - Come le reti dell'Inter allo Stadium, ormai un'abitudine. L'ultima volta in cui i nerazzurri sono riusciti a bucare la difesa bianconera è stato il 6 gennaio 2015, quando con Roberto Mancini in panchina Mauro Icardi rispose a Carlos Tevez. Dopo, nei tre successivi impegni, solo sconfitte per l'Inter: 2-0, 3-0 in Tim Cup e l'1-0 di domenica scorsa.

UNO - Grande prestazione di Gary Medel al centro della difesa contro la Juventus e, in particolare, contro lo spauracchio Gonzalo Higuain, già sfidato in campo internazionale nell'ormai classica Argentina-Cile, che ha consegnato alla Roja ben due Copa America. Il Pitbull è stato sempre preciso e puntuale, ma soprattutto pulito negli interventi: appena un fallo commesso nell'arco dei 95 minuti di gioco.

DUE - Nonostante le 12 conclusioni tentate, sono appena 2 i tiri nello specchio dell'Inter contro la Juventus, su cui Gigi Buffon è dovuto intervenire. Si tratta in entrambi i casi di due colpi di testa: quello centrale di Roberto Gagliardini e quello più insidioso di Ivan Perisic.

TRE - I gol di Juan Cuadrado contro l'Inter nel massimo campionato, tutti con tiri da fuori area. Il colombiano ha trovato la rete dalla distanza in 7 occasioni in serie A. Sarebbe stato un motivo in più per fare maggiore attenzione in determinate situazioni, compresa quella che ha portato all'unico gol della partita e di cui Stefano Pioli si è lamentato con i suoi giocatori.

QUATTRO - Come i minuti di recupero assegnati al 90' da Nicola Rizzoli. Considerate le sostituzioni, gli svenimenti di molti giocatori juventini e qualche intervento dello staff medico, forse avrebbe avuto più senso concedere qualcosa in più. Anche considerando che nel recupero stesso si è giocato davvero poco tra falli (o presunti tali) e discussioni accese.

CINQUE - Le partite in cui Mauro Icardi non riesce a trovare la rete, comprese le due di Tim Cup contro Bologna e Lazio (ultimo gol contro il Chievo Verona lo scorso 14 gennaio). L'attaccante nerazzurro, che nel weekend appena conclusosi ha dovuto lasciare a Dries Mertens lo scettro di momentaneo capocannoniere, sta attraversando un periodo di polveri bagnate e rischia di dover attendere ancora a lungo prima di segnare, causa squalifica post-Juventus.

SEI - L'Inter ha sì prodotto tanto nella metà campo della Juventus, soprattutto durante la prima frazione, ma ha anche concesso qualcosa ai bianconeri dietro. Inevitabile. La squadra di Massimiliano Allegri è riuscita a tirare ben 6 volte nello specchio della porta, costringendo Samir Handanovic a 5 interventi, di cui almeno 3 fondamentali e non certo facili. In particolare i 2 su Pjanic, uno per frazione.

SETTE - Come i duelli vinti da Gonzalo Higuain, che tra i giocatori vestiti di bianconero era forse quello da osservare con un occhio di maggior riguardo, come Mauro Icardi dall'altra parte. El Pipita, pur non segnando e soffrendo la pressione di Gary Medel, si è dato molto da fare anche lontano dalla propria area di competenza e soprattutto 'ci ha messo il fisico'. Per lui, a fine gara, ben 7 duelli vinti.

OTTO - Con quello sventolato in faccia a Ivan Perisic da Nicola Rizzoli al tramonto di Juventus-Inter, sale a quota 8 il numero di cartellini rossi rimediati in questa stagione dai nerazzurri. Di questi, 3 sono arrivati in Europa League e 1 in Tim Cup.

NOVE - Che l'Inter abbia davvero impaurito la Juventus lo conferma una statistica in particolare: i 9 tiri effettuati da dentro l'area di rigore bianconera, su 12 in totale. Ai nerazzurri è mancata la precisione, però è inconfutabile il fatto che siano riusciti a entrare nella roccaforte di Gigi Buffon per cercare di batterlo. Il problema è il 25% di precisione al tiro: così è difficile segnare, anche negli ultimi 16 metri.

DIECI - Come le occasioni da gol create dall'Inter allo Juventus Stadium, cifra mai raggiunta da altre squadre in questo campionato al cospetto della capolista e del suo territorio di caccia. Dispiace che nonostante questa predisposizione offensiva, manifestata soprattutto nel primo tempo, la squadra di Stefano Pioli non abbia raccolto nulla.


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