Roma-Inter - I nerazzurri si fermano a 10 e il 3 inizia fare paura. Joao Mario spreca 4

di Gianluca Scudieri
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L’Inter cade all’Olimpico contro la Roma in una gara molto spettacolare e va alla seconda sosta per le Nazionali con 11 punti in classifica. Andiamo a ripercorrere quelli che sono stati i dati salienti del posticipo della settima giornata di questa Serie A nel nuovo appuntamento con “Da Zero a Dieci”.

ZERO - I tiri in porta di Mauro Icardi contro la Roma. Il rosarino è autore della sua peggior prestazione (statisticamente parlando) dalla gara inaugurale del campionato contro il Chievo e lo testimoniano i pochi palloni toccati dall’attaccante argentino, ben arginato da Fazio e Manolas. Nonostante questo, però, l’ex Sampdoria è riuscito a regalare un assist al bacio a Banega per il gol dell’1-1.

UNO - Il gol di Ever Banega con la maglia dell’Inter. Il rosarino (anche lui) è stato sicuramente uno dei migliori in campo per la compagine di De Boer e avrebbe potuto tranquillamente trovare la rete in un’altra occasione quando il suo bolide si è stampato sul palo alla destra di Szczesny nel primo tempo. Banega diventa con la rete del momentaneo 1-1 il terzo marcatore stagionale in campionato per l’Inter.

DUE - I minuti trascorsi dall’ingresso in campo di Stevan Jovetic al gol del pareggio di Banega. Apparentemente non vi è alcun nesso consequenziale fra le due cose, ma l’imprevedibilità del montenegrino, più fantasioso e fantasista di Candreva, ha messo in affanno la difesa giallorossa che sulla trequarti doveva curare due costruttori di azioni pericolose, come poi si è verificato anche sul finale della gara quando proprio Stevan regala un assist a Icardi per il possibile 2-2. La sua prova, però, verrà giudicata negativamente per il fallo stupido concesso 5 minuti dopo il suo ingresso in campo che ha generato la rete decisiva della Roma.

TRE - I gol subiti dai nerazzurri, con quello di Edin Dzeko, nel quarto d’ora iniziale delle gare sin qui disputate. Questo accade per la seconda partita consecutiva e, pur essendo in grado di reagire, la squadra deve migliorare non solo nell’approccio mentale, quanto soprattutto nella solidità della fase difensiva: certi errori con le squadre fresche non possono essere commessi se si vuole imporre la propria impronta al match.

QUATTRO - I palloni persi da Joao Mario all’Olimpico: il portoghese, rientrante da un breve stop, non è apparso brillante come nelle sue prime uscite stagionali e in molte occasioni ha sofferto la fisicità della mediana giallorossa composta da Strootman e De Rossi. Si rende protagonista in negativo quando, causa rimbalzo sfortunato del pallone sul terreno di gioco dell’Olimpico, lontano dall’essere perfetto, concede una ripartenza alla Roma mal sfruttata da Salah. Al suo posto entra Gnoukouri, ma questa non deve essere letta come una bocciatura.

CINQUE - Le conclusioni verso lo specchio della porta dei nerazzurri, tutte effettuate dal trio di trequartisti alle spalle di Icardi: Perisic con tre tentativi è colui che ha registrato più tiri verso lo specchio, ma in generale questo dato fa capire come adesso gli uomini a ridosso di Icardi trovino maggiore spazio grazie alla manovra nerazzurra e alla necessità dei centrali avversari di rimanere vvicini all'argentino.

SEI - Le parate effettuate da Samir Handanovic. Quella dell’Olimpico è stata una gara da ricordare per gli appassionati del calcio offensivo, meno per chi ama la solidità difensiva e lo testimoniano le 13 conclusioni complessive nello specchio della porta delle due compagini e le 6 parate, di cui un paio realmente clamorose, del numero uno sloveno. Impreciso la settimana scorsa sul gol di Destro, mostra qualche segno di debolezza anche negli interventi a terra, ma comunque riesce a fare il possibile (e anche l’impossibile) per concedere ai nerazzurri di rimanere in partita il più a lungo possibile.

SETTE - Le gare disputate sin qui in campionato dai nerazzurri e soltanto in sei le hanno giocate tutte, vale a dire Icardi, Perisic, Candreva, Handanovic, Medel e Miranda. La colonna centrale di questa squadra, la spina dorsale, è ben chiara, basta aggiungere Banega che ne ha saltata una per squalifica e si ottiene tutta l’ossatura. Attorno a loro ci sono altri 4 posti da assegnare di volta in volta, tre se si considera che uno andrà quasi sempre a Joao Mario, e si tratta di opportunità tutte relative alla difesa, il reparto più ballerino come testimoniano le 8 reti subite in 7 gare: una soluzione potrebbe essere quella di arretrare Medel al fianco di Miranda, ma ad ogni modo questo reparto va registrato al più presto e, sicuramente, rinforzato a gennaio.

OTTO - I duelli aerei vinti da Edin Dzeko ieri sera. Il bosniaco è stato il vero e proprio mattatore della sfida grazie al suo coinvolgimento nella manovra giallorossa: le sue sponde sono state necessarie ai fini del gioco dei giallorossi e inoltre dai suoi piedi e dalla sua difesa del pallone sono nati numerosi pericoli per i nerazzurri. Il tutto senza contare il gol che ha aperto la gara.

NOVE - Le reti stagionali segnate dall'Inter, una in più della scorsa stagione allo stesso punto dell’anno. I nerazzurri alla seconda sosta arrivavano con sei punti in più nel carniere, ma si apprestavano a vivere il loro momento peggiore con 4 risultati negativi consecutivi (3 pareggi e 1 sconfitta). Se si considera, però, che l’anno scorso erano state affrontate Milan e Fiorentina come squadre più blasonate, mentre quest’anno ci si è ritrovati Roma e Juventus facendo, fra l’altro lo stesso numero di punti in queste due gare, il gap con la stagione scorsa assume un’altra luce.

DIECI - I punti collezionati dall’Inter dalla prima sosta del campionato ad oggi. Su quindici in palio e con due big match in programma contro Juventus e Roma, i nerazzurri di De Boer sono riusciti a portare a casa due terzi dei punti disponibili e al ritorno inizierà un calendario più favorevole contro Cagliari, Atalanta, Torino, Sampdoria e Crotone prima di arrivare alla terza sosta di questo 2016, dopo la quale si ricomincerà in salita con Milan, Fiorentina e Napoli. Fare bene nelle prossime 5 partite potrebbe dare nuovo slancio ad una squadra a cui serve solo il tempo di crescere.


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