Sampdoria-Inter - Lo zero ha un padrone indiscusso, il sei deve far riflettere

di Gianluca Scudieri
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Illusoria è stata la vittoria nel turno infrasettimanale per l’Inter contro il Torino di Sinisa Mihajlovic, visto che 4 giorni dopo i nerazzurri di bianco vestiti si sono fatti fermare dalla Sampdoria di Marco Giampaolo sul risultato di 1-0 grazie alla terza rete stagionale del redivivo Quagliarella. Andiamo a ripercorrere i dati salienti del match di Marassi fra i blucerchiati e gli uomini di Frank de Boer.

ZERO - Avremmo potuto dedicare questo numero, per la quinta volta in stagione, ai tiri in porta di Mauro Icardi, ma siccome ripetersi potrebbe risultare stantio, meglio dedicare questo numero ad un altro 0 dell'argentino: quando non ha raggiunto i 25 tocchi di palla in una partita l’Inter non ha mai vinto. Rincarando la dose, solo in un’occasione (contro il Bologna) superando quella fatidica quota l’Inter non ha trovato la vittoria. Non è sufficientemente cercato? Non si fa sufficientemente cercare? Ognuno avrà la propria opinione dalla quale difficilmente si scosterà, però questo dato non può lasciare impassibili. 

UNO - Il minuto che mancava al termine della gara quando l’incursione di Rodrigo Palacio si è fermata sulla parte interna della traversa rimanendo per centimetri al di fuori della linea di porta. Sicuramente la fortuna aiuta gli audaci e l’Inter non è sufficientemente audace in queste ultime uscite, specialmente nei primi tempi, ma una buona dose di malasorte accompagna gli uomini di De Boer. Questo è innegabile.

DUE - I legni colpiti dall’Inter. Per non farsi mancare nulla bisognava colpire entrambe le traverse delle porte di Marassi. Ovviamente la squadra fa male e la colpa è di chiunque graviti attorno a questo mondo, ma per una volta, per riderci su, si può infondere negli animi dei tifosi nerazzurri lo spirito dei telecronisti francesi della finale del Mondiale del 2006, quando giustificarono l’errore di Trezeguet dicendo: “Non è colpa sua, era la traversa che non doveva essere là”.

TRE - Per la terza gara consecutiva in campionato l’Inter rimane sotto il 60% di possesso palla, sintomo che qualcosa non sta girando nel verso giusto. Il dato di queste tre partite viene inficiato dai primi tempi di Bergamo e di ieri sera quando i nerazzurri sono stati tenuti al di sotto del 50% di possesso del pallone, massima espressione di come le prime metà siano state negative. 

QUATTRO - I giorni che passeranno prima di Southampton-Inter, che potrebbe essere decisiva, a detta dei media, per la panchina di Frank de Boer. Nonostante le centinaia di smentite da parte della dirigenza nerazzurra nell’ultima conferenza stampa post assemblea dei soci, si continua con questo refrain. Sarebbero tante le cose da poter analizzare in questi quattro giorni, ma quella più importante è che i candidati a quel posto sono gli stessi del post-Benitez, come se l’Inter non avesse mai cambiato proprietà in questi ultimi 4 anni.

CINQUE - Le volte in cui Marcelo Brozovic è stato sottratto del pallone ieri sera. Il croato non ha perso possessi perché svogliato, ma essendo colui che più ne ha gestiti in casa Inter ci sta che questo succeda. Cinque palloni persi su 90 toccati, percentuale bassissima per colui che per la seconda volta consecutiva figura fra i migliori di questa squadra. A De Boer si potranno muovere molte critiche, ma se Brozovic è tornato sui livelli suoi e forse anche più alti lo si deve al lavoro svolto dall’olandese.

SEI - Gli uomini, a detta di Giampaolo, lasciati riposare in vista di questo match. Onore al merito al tecnico della Samp per i tre punti, ma un tesserato che dice apertamente: "Contro la Juve dovevo cambiarne 6 per non sfinire i miei giocatori lì davanti e ho dovuto cambiare, sapevo che avremmo subito fisicità e qualità della Juve e ho pensato di salvaguardare qualche giocatore per una partita così importante come quella di stasera e presentare i miei con una buona condizione”. Come se una delle due partite fosse un’amichevole e l’altra no. Atteggiamento che potrebbe accendere una spia nell'ufficio inchieste della Federazione Italiana Giuoco Calcio. 

SETTE - Le partite passate dalla striscia consecutiva di tre vittorie da parte dell’Inter che aveva fatto strabuzzare gli occhi ai tifosi nerazzurri. Da allora qualcosa si è inceppato ed è arrivata una sola vittoria. E la classifica non lascia spazio a margini di giustificazione

OTTO - I passaggi chiave in meno rispetto alla gara con il Torino. In quel di San Siro i nerazzurri avevano ben figurato rendendosi molto pericolosi e propositivi in fase offensiva, mentre ieri sera quella macchina vista mercoledì si è inceppata di nuovo, come accaduto una settimana prima a Bergamo.

NOVE - I tiri totali concessi alla Sampdoria, di cui uno solo nella ripresa. Sulla base dei secondi 45 minuti i nerazzurri hanno mostrato una buonissima organizzazione difensiva, ma concedere 8 opportunità alla Samp nel primo tempo fa capire che c’è molto da lavorare sull’approccio a queste gare e sulla testa di questa squadra come dimostrano i 9 gol subiti nei primi 15 minuti di apertura di tempo e gli ultimi 15 di ogni frazione di gioco.

DIECI - I palloni intercettati dai due centrali difensivi dell’Inter, molto sollecitati ieri sera a causa della velocità di Muriel e della scelta di giocare con un baricentro molto alto. Murillo conferma nuovamente delle pecche in fase di non possesso perché il gol che decide la partita arriva su un errato movimento in uscita del difensore colombiano, che poi tarda a ricoprire la sua posizione originale costringendo Santon ad occupare il suo posto. Risultato: B. Fernandes sembra Hazard e Quagliarella approfitta della linea mal posizionata dell’Inter per realizzare l’1-0 decisivo.


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