Ventola a FcIN: "Nerazzurri nel cuore, sento mio lo scudetto 2002. A Torino..."

di Mattia Todisco
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Nicola Ventola è uno dei "doppi ex" della partita di oggi tra Torino Inter, anche se il suo amore per i colori nerazzurri è molto più netto, consolidato da un'esperienza importante nella Milano interista e da un ottimo rapporto con gli attuali dirigenti (Thohir e Ausilio su tutti). FcInternews ha intervistato l'ex attaccante, oggi commentatore tv, a poche ore dalla sfida dell'Olimpico Grande Torino.

Una partita difficile per l'Inter.

"Il Torino è una squadra ostica, con un buon allenatore e tanti acquisti importanti. Ha messo in difficoltà diverse squadre. Ha battuto Roma e Napoli, perdendo in casa solo contro la Juventus​. E' difficile da affrontare, ma l'Inter è superiore e sta dimostrando di essersi ripresa alla grande con Pioli, di avere ottimi giocatori che se ben motivati possono far bene. Si son visti dei risultati. In molti, a turno, possono risolvere la partita. Prendete Banega, che è esploso con l'Atalanta, ma anche Perisic a Cagliari. Non sarà facile ma l'Inter può farcela".

Molto interessante anche la sfida tra Belotti e Icardi. In chi si riconosce di più?

"E' difficile da dire. Quando parlo di un attaccante vedo sempre me ai tempi in cui giocavo e devo dire che Belotti è più simile al sottoscritto. Spende più energie, attacca la profondità. Icardi è infallibile in area, lo invidio per questo".

Le sarebbe piaciuto giocare in questa Inter?

"Di sicuro non rinnego la mia, avevamo tanti campioni. Quello di oggi è un calcio un po' diverso, però anche in questa squadra ci sono giocatori che aiutano a creare tante occasioni".

In che modo è rimasto nel mondo del calcio?

"Lavoro per Abu Dhabi Sports Channel. Vivo a Dubai. A breve sarò a Palermo per Italia-Albania, poi andrò a Londra per Inghilterra-Lituania, quindi tornerò in Italia per le semifinali di Coppa. Viaggio tanto. Molte volte non mi piaceva essere giudicato, da calciatore. Oggi invece mi piace essere da questa parte".

E' in contatto anche con la società nerazzurra?

"Ho buoni rapporti con Thohir e ci sentiamo ogni tanto con Piero Ausilio. L'Inter è sempre nel cuore, soprattutto avendo giocato nel periodo in cui ho giocato io, essendo successo quel che è successo con la Juve di Moggi. Impari ad amare quella maglia. Oggi come allora gli avversari storici sono sempre gli stessi, i bianconeri e il Milan".

Crede che lo scudetto nel 2002 avrebbe potuto cambiarle la carriera?

"Avere uno scudetto nel curriculum non sarebbe stato male. Quell'anno abbiamo giocato spesso io e Kallon, a causa degli infortuni di Vieri e Ronaldo e della squalifica di Recoba. Quel tricolore mi avrebbe dato altre opportunità, ma onestamente lo sento mio. Nello stesso anno arrivammo anche in semifinale di Coppa Uefa col Feyernoord. Fu un'annata importante".

Che futuro ha quest'Inter con Suning? In ottica mercato stanno circolando nomi importanti.

"Al di là dei nomi è il progetto che conta. Nel primo periodo con Moratti i soldi c'erano e sono arrivati giocatori forti, ma non si è vinto. In generale è importante tutto il complesso. Serve gente che capisce di calcio e Piero Ausilio è l'uomo giusto. Dovessero arrivare certi giocatori andranno messi al posto giusto e a quello penserà il tecnico. Certo, avere chi spende tanto ti fa sicuramente lottare per obiettivi più importanti".

 

 

 

 

 


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