CdS - FFP, Inter a metà: rischi e paletti per la lista Uefa dopo la sentenza

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Corriere dello Sport
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È di ieri la notizia della sentenza Uefa sui conti di vari club europei, tra cui l'Inter. Il giudizio è positivo, ma solo per metà, visto che il club nerazzurro ha soddisfatto solo parzialmente gli obiettivi fissati (quelli relativi al bilancio 2016-17) e dunque incorrerà in ulteriori sanzioni come le limitazioni alla lista per la Champions League (22 elementi: 16 giocatori liberi, 4 formati in vivai italiani, 2 in quello nerazzurro). "I dirigenti e Spalletti erano tutti al corrente di ciò che sarebbe accaduto («Era inevitabile che succedesse: rafforzare la squadra senza alzare gli ammortamenti è fantascienza» filtra) e da tempo stanno lavorando per mettere a posto una situazione che al momento è complicata", spiega il Corriere dello Sport

"Nel bilancio 2016-17 l’Inter ha centrato il break even (tolte le spese considerate virtuose) grazie anche alle sponsorizzazioni di Suning (approvate da Nyon) e per questo non avrà un’altra multa da 7 milioni. Nel settlement agreement, che durerà fino al giugno 2019, c’erano però anche altre condizioni da rispettare come per esempio il mantenere il monte ingaggi sotto il 60% del fatturato (centrata) e l’abbassamento della quota degli ammortamenti relativa ai giocatori. Quest’ultimo traguardo non è stato tagliato complici gli acquisti-boomerang di Joao Mario e Gabigol che hanno addirittura aumentato la cifra degli ammortamenti (crescerà ancora nel 2017-18; nuovi problemi tra un anno?)", riferisce il quotidiano. 

E allora di cosa dovrà tenere conto Spalletti per compilare la nuova lista Uefa? "Bisognerà prendere in esame i paletti con i quali il club ha dovuto fare i conti anche nell’estate 2016, quando fu costretta a tenere fuori dall’elenco dei 21 Kondogbia, Joao Mario, Gabigol e Jovetic - si legge sul Corsport -. Adesso potrebbe succedere qualcosa di simile. Il punto di partenza è la lista consegnata due anni fa nella quale non figurano Skriniar, Gagliardini, Vecino, Borja Valero, Lautaro Martinez e Dalbert (che sarà ceduto in prestito). Il regolamento prevede che il saldo tra i nuovi giocatori inseriti e quelli ceduti debba essere zero. Sono stati venduti Ansaldi, Murillo, Banega, Medel e Felipe Melo, partiranno Nagatomo (2,8 milioni dal Galatasaray) e Biabiany, mentre se ne sono andati a parametro zero Carrizo, Andreolli e Palacio. La premessa è che fare i conti è complicato e che occorrerebbe avere il settlement agreement completo (quello nelle mani dell’Inter, non quello “sintetizzato” sul sito dell’Uefa) per capire se si possono sfruttare anche i ricavi dei calciatori due anni fa nella lista B (Miangue, Pinamonti e Radu). Le cessioni dei giocatori 24 mesi fa in lista A hanno portato circa 30 milioni e l’Inter aveva un certo “spazio” dopo le operazioni in entrata e in uscita nella lista nel 2016 (oltre una decina di milioni). Il club inserirà facilmente gli svincolati De Vrij e Asamoah e, al momento, giocatori fuori lista (i suddetti Skriniar, Gagliardini…) solo per 35-40 milioni. Quest’ultima cifra può essere aumentata con il ricavato delle cessioni di 1-2 giocatori che nel 2016 non erano nella lista (Kondogbia è partito per 25 milioni; questa possibilità potrebbe essere stata inserita nel “settlement” come... jolly) e con gli addii dei giocatori che di quella lista fanno parte ovvero Icardi, Perisic e Brozovic, i tre big che l’Inter vuole tenere. Da corso Vittorio Emanuele predicano calma e sottolineano che ci sono oltre due mesi di mercato per sistemare la situazione. Comprare Nainggolan e non iscriverlo in lista Champions è impensabile". 


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