Facchetti jr.: "Spalletti, ecco il significato delle sue parole. Steven..."

di Mattia Zangari
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Intervenendo sulle frequenze di RMC Sport, nel corso della trasmissione 'Inter Line', Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, ha fornito il suo punto di vista da tifoso attento sulle ultime vicende dell'Inter, a poche ore dall'uscita mediatica di Luciano Spalletti che ha parlato di qualità della sua rosa con quella delle migliori del campionato: "Non si è ancora capito chi sia l'inter - ha esordito -. E il fatto che l'allenatore, dopo il Napoli, abbia puntato più su quello che si deve vedere di nuovo piuttosto che su quello di buono che si è visto fin qui, forse è un modo di dire al gruppo di non sedersi. Ho visto uno 0-0 molto di contenimento, però ho visto anche la squadra più dinamica, soprattutto in mezzo. C'è ancora molto da fare, quindi il richiamo alla qualità di Spalletti è un modo per dire di non tornare indietro".

Nessuna resa, quindi, per Facchetti jr. nella parole di Spalletti: "A questo punto mi auguro che le sue parole fossero volte a dare una scossa, quella di cui la squadra avrebbe bisogno. La squadra è ancora lì, è vero che il Milan ha recuperato punti, ma la Lazio è di poco avanti e dobbiamo ancora giocare il derby: quindi è ancora tutto da decidere. La squadra non ha sbracato, e questo è stato confermato. Spalletti non ha scoperto nulla di nuovo rispetto a due mesi fa. Per quello che ho visto io, le difficoltà che c'erano nel costruire sono state dettate da paura e timore, ma non dall'incapacità tecnica: è una squadra che qualche limite ce l'ha, e che si nasconde quando ha da prendere qualche responsabilità".

Festa dell'Inter, che atmosfera c'era da parte di Suning? "Quelle poche volte che ho incontrato Steven, ho avuto la percezione di uno che guarda con molta curiosità e molta ammirazione quello che ha tra le mani. Ha grande rispetto dei campioni che si trova di fronte, e quando parla sento che è dentro a questa cosa. Poi c'è un padre che avrà un'incidenza maggiore nelle decisioni finale e c'è un momento storico che conosciamo. Ma non lo vedo uno distaccato e messo lì per caso, è sintonizzato con quello che c'è attorno". 


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