Sono tanti i problemi dell'Inter in questo momento: la crisi societaria, la difficoltà di De Boer, i pochi gol segnati e i tanti presi. Una situazione lontana da quella delle aspettative iniziali, con una squadra che, nonostante il ricco mercato, continua a mostrare gli stessi limiti palesati nel girone di ritorno della passata stagione. De Boer e Mancini sono due allenatori diversi, che si trovano tra le mani due squadre differenti ma, nella loro gestione dell'Inter, trovano un punto (negativo) in comune: in rosa non c'è un terzino che sia affidabile al 100%. I giocatori sono pressoché gli stessi (D'Ambrosio, Santon, Nagatomo), con l'aggiunta quest'anno di Ansaldi al posto di Telles, e la cessione di Juan Jesus alla Roma, che l'anno scorso spesso ha giocato come terzino sinistro. De Boer, proprio come Mancini in passato, continua ad alternare i difensori di fascia in cerca di certezze, senza che nessuno riesca mai a convincerlo pienamente.

Eppure tutti i terzini in rosa possono giocare sia a destra sia a sinistra, vantaggio non da poco sulla carta. Ecco sulla carta, perché Nagatomo come Santon, D'Ambrosio come Ansaldi, deludono sia a destra sia a sinistra, trasformando una possibile qualità in un difetto: quello di non dare certezze. Quest'anno il più utilizzato dall'allenatore olandese è stato Santon (721 minuti in 8 presenze), assurdità se si pensa che il giocatore è stato ceduto tre volte durante il mercato estivo, e non è partito solo perché non è stato in grado di passare le visite mediche; oggi è il terzino con il maggior minutaggio di tutti. Il titolare, nei piani estivi, doveva essere Ansaldi, ma complice l'infortunio sta faticando e ogni volta che entra in campo è un lontano parente del bel giocatore visto a Genova. Sparito invece dai radar D'ambrosio, che era partito titolare e oggi è panchinaro fisso (478 minuti in 5 presenze). Percorso inverso per Nagatomo, messo in soffitta dopo la pessima prestazione contro l'Hapoel in Europa League, è stato riesumato contro il Southampton e confermato a Bergamo, mostrando tutti i suoi limiti ormai noti. Tra tutti questi, si muove Miangue, che ha sempre ben fatto quando ha giocato ma che nelle ultime uscite ha conosciuto solo la panchina, perdendo la fiducia di De Boer. Un'alternanza che dimostra la poca affidabilità dei giocatori in un ruolo fondamentale nel calcio moderno.

Il tutto trova una preoccupante conferma se si osservano le presenze dell'anno scorso sotto la gestione Mancini: Nagatomo 22, Telles 21, D'Ambrosio 20, Juan Jesus 19 e solo 12 Santon. Omesse, volontariamente, le 3 partite di Montoya, praticamente ininfluenti in questo confronto. Numeri che si equivalgono, segno di come nessuno sia riuscito a convincere in quel ruolo anche nella passata stagione, obbligando, ieri come oggi, gli allenatori a continui cambi. La mancanza di terzini affidabili è una carenza non da poco, che crea problemi sia in fase difensiva (vedi il rigore di Santon di ieri), sia in fase offensiva, dove Candreva e Perisic raramente ottengono un sostegno adeguato. Oggi i terzini sono giocatori chiave per le grandi squadre, devono essere in grado di dare un apporto davanti e chiudere con ordine in difesa. Carenza dell'Inter che non è mai stata colmata dopo le partenze di Maicon e Maxwell. Questo è uno dei tanti problemi di una squadra senza certezze, già evidente l'anno scorso e non risolto adeguatamente durante l'ultimo mercato estivo.

Matteo Serra

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 24 ottobre 2016 alle 22:52
Autore: Redazione FcInterNews / Twitter: @FcInterNewsIt
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