L'incontro a Nyon con la Uefa di giovedì scorso è servito all'Inter per rispondere alle domande della commissione giudicante dell'organo continentale riguardo al bilancio approvato nel giugno scorso. All'interno della dirigenza nerazzurra filtra ottimismo, la certezza di aver dato tutte le spiegazioni richieste, l'ovvia speranza di avere “disco verde”. I nerazzurri si configurano oggi come un caso a sé stante: non esiste una realtà della grandezza di Suning all'interno del panorama cinese che si è confrontata con il mondo del calcio europeo ed è su queste basi che poggiano le risposte dei dirigenti alle domande sugli accordi commerciali stretti soprattutto in territorio asiatico e sul valore degli stessi.

Anche nel caso in cui la partita di Nyon dovesse essere vinta, però, il lavoro per presentare una rosa europea di valore in vista delle prossime coppe (Champions o Europa League che sia) dovrà essere certosino. Come i tifosi nerazzurri ricorderanno, l'ultima lista presentata è quella in cui non è stato possibile inserire Kondogbia, Jovetic, Joao Mario e Gabriel Barbosa, perché la loro valutazione avrebbe fatto sforare il tetto imposto dal totale della rosa europea precedente. Per gli accordi presi con l'Uefa, a far riferimento è ancora la lista 2014/2015, in cui figuravano ancora una lunga serie di giocatori oggi non più ad Appiano, ma in parte arrivati a scadenza e quindi non valutabili come ceduti (Carrizo, Jonathan, Andreolli, Campagnaro, Vidic, Palacio) e in parte invece a bilancio nelle uscite (Juan Jesus, Dodò, Donkor, Mbaye, Kovacic, Guarin, Kuzmanovic, Medel, Obi, Khrin, Hernanes, Bonazzoli) a cui vanno aggiunti Osvaldo e M'Vila che hanno rescisso.

Le cessioni potrebbero essere utili, anche quelle minori, considerando che chi è cresciuto nel settore giovanile del club dà adito a una specie di "bonus".  Anche per questo in gennaio si è lavorato per le cessioni di Pinamonti e Valietti al Sassuolo, ipotesi che verranno prese nuovamente in considerazione in estate. Ovviamente si cercherà di rendere la squadra meno “monca” possibile, sapendo che con il bilancio in corso si chiude il periodo di settlement agreement e che essere o meno in Champions, dal punto di vista dei ricavi, fa tutta la differenza del mondo per far sì che non si rischi nuovamente di cadere in accordi con pesanti limitazioni come quello stilato nel corso dell'era Thohir.

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Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 22 aprile 2018 alle 21:42
Autore: Mattia Todisco
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