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Angolo Tattico di Fiorentina-Inter - Fagioli prende alto Calhanoglu, Kean si defila: le chiavi tattiche

di Riccardo Despali

L’Inter senza batterie viene ingabbiata dall’idea tattica della Fiorentina, fatta di pressing alto e ripartenze veloci a cercare Kean defilato sul centrosinistra o Gudmundsson sulla trequarti. La squadra di Vanoli pur sorpresa dal gol lampo di Esposito gioca meglio degli avversari, ha più gamba e voglia di aggredire. I nerazzurri rischiano e non hanno lo smalto per dominare la partita soprattutto nel secondo tempo.

La Viola dopo i primi 15 minuti di sbandamento dove non riesce a trovare le giuste distanze tra i reparti, comincia a macinare gioco e chilometri. Fagioli come faro del centrocampo è libero di impostare e correre in avanti sia con la palla per ribaltare l’azione, sia senza per prendere alto Calhanoglu. Le due mezze ali Brescianini e Ndour sono possenti e fisicamente devastanti. Corrono, si alzano e pressano a tutto campo impedendo all’Inter di giocare con serenità dal centrocampo in su. La Fiorentina è superiore all’Inter fisicamente a centrocampo. Quando hanno la palla i nerazzurri anche Parisi a destra si alza tantissimo a metà tra Dimarco e Carlos Augusto impedendo un giro palla fluido. Gudmundsson sulla sinistra si accentra per creare scompiglio e occupare il posto lasciato libero da Kean che spesso si defila per prendere palla e puntare Bisseck o Akanji.

L’Inter tolti i primi 15 minuti di gioco verticale e forza della catena di destra sull’asse Dumfries-Barella, crolla fisicamente e viene avvolta dai Viola. Thuram non riesce a tenere palla in avanti e far salire la squadra, aggredito costantemente da Pongracic. Esposito fa a sportellate e si prende qualche fallo ma non ha la velocità per ribaltare l’azione. I quindi Dimarco e Dumfries sono timidi e non premono mai sull’acceleratore per affondare con corse o tagli. Soprattutto a sinistra il 32 evita anche il suo solito lavoro da trequartista e uomo-ovunque per timore delle ripartenze da quella parte di Dodo. La Fiorentina cresce fisicamente e nel finale può anche vincere la partita. L’Inter é sempre più scarica e nonostante i cambi non riesce a dare freschezza alla manovra, ritirandosi sempre di più negli ultimi 30 metri di campo. La sosta dovrà ridare energia alla squadra.


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