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Angolo Tattico di Torino-Inter - Thuram prima incontro poi in profondità, Zapata aumenta il peso granata

di Riccardo Despali

Allo stadio Olimpico Grande Torino l’Inter parte col baricentro un po’ basso, a causa di un Torino propositivo che porta la linea di pressione molto alta, capitanata da Vlasic che si alza su Barella. Il numero 10 del Toro è un vero e proprio “falso trequartista” perché scende molto anche a impostare tra i due centrali di centrocampo Gineitis e Ilkhan, lasciando che uno dei due allunghi la squadra con una corsa in avanti occupando lo spazio lasciato libero. La pressione del Torino parte specialmente dai due attaccanti Simeone e Adams che vanno forte sui due braccetti interisti in fase di non possesso, e poi una volta conquistata palla cercano di avvicinarsi per scambiare e giocare nello stretto. L’Inter, un po’ sorpresa dall’avvio sprint del Toro, riesce dopo una ventina di minuti a prendere le misure. Chivu fa alzare Sucic, che nel primo quarto d’ora gioca troppo schiacciato, e lascia il doppio play Barella e Zielinski a impostare. La posizione da trequartista di inserimento del croato mette in difficoltà la linea a 3 di difesa dei granata. 

Bonny e Thuram si scambiano spesso la posizione giocando in orizzontale tra di loro e in verticale col quinto di riferimento, Dimarco o Darmian, offrendo sempre loro una traccia in profondità lungolinea. Soprattutto il 9 francese riesce a stressare la linea con continui scatti in profondità. I nerazzurri prendono sempre più il controllo del campo grazie anche al palleggio di qualità di Barella, vero e proprio faro del centrocampo, mentre il Torino si schiaccia e non riesce più ad alzarsi con gli esterni Obrador e Lazaro, impegnati a contenere le scorribande di Dimarco e le sovrapposizioni di Bisseck dall’altro lato. I cambi offensivi di D’Aversa con Casadei, Zapata e soprattutto Njie infondono al Torino una scarica di elettricità e il peso specifico in attacco aumenta. I granata girano dalle fasce per andare al cross sfruttando la fisicita degli attaccanti e sulla trequarti Njie crea scompiglio con il suo estro e la sua imprevedibilità. L’Inter si copre e stanca non riesce più a ripartire o ad avere una supremazia territoriale, lasciando l’iniziativa a Vlasic e compagni. Il pareggio finale è un risultato giusto.


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