"57.464 vincitori": se anche L'EQUIPE 'copia' Chivu... Ma quella di Cristian era solo sagace ironia!
Nella domenica in cui ben 2 atleti italiani (il maratoneta Crippa ed il tennista Sinner) si sono aggiudicati altrettante prestigiose competizioni sportive disputatesi in territorio, di fatto, francese - e se non fosse stato per una sfiga immane (con ben 3 forature in corsa), anche il ciclista Ganna avrebbe forse potuto concorrere almeno per il podio della Parigi-Roubaix - ecco che la Redazione de L'EQUIPE (noto quotidiano sportivo francese) ha scelto di uscirsene oggi in edicola, lunedì 13, con un'apertura che più sciovinista non sarebbe potuta apparire. Anziché celebrare a dovere la vittoria di Jannik Sinner a Montecarlo - col contestuale ritorno del sudtirolese alla prima posizione nella classifica ATP - e quella del trentino di adozione (in tutti i sensi) Yeman Crippa nella maratona maschile della capitale francese, tutta la prima pagina è stata invece dedicata alla moltitudine di persone che sono riuscite a portare a termine la suddetta gara podistica parigina (42,195 km). Dunque con ben 57.464 atleti - dei circa 60mila iscritti, tra professionisti e dilettanti - risultati tutti, indistintamente, vincitori. Per la (ragionevole) frustrazione se non collera del tennista e del maratoneta nostrani, lettori estemporanei di quel brogliaccio...
E par quasi di ascoltare la giustificazione eventualmente addotta dai giornalisti francesi per una tale scelta editoriale: "Ma si è trattato della copertina di un'edizione speciale, per giunta gratuita" (con l'elenco di tutti i nomi dei podisti giunti al traguardo, nda). Peccato poi 'scoprire' che quel supplemento segua, invece, la stessa numerazione ufficiale del quotidiano 'madre': 26171 è infatti il numero progressivo dell'edizione de L'EQUIPE di domenica 12 aprile, 26172 quello di oggi, lunedì 13. Come a dover supporre che il bluff 'oscurantista' - riservato dai redattori transalpini alle imprese degli italiani - avesse proprio le gambe corte dell'inserto...
Ecco perché piace allora pensare che questa scelta editoriale dei giornalisti francesi - smaccatamente patriottarda - possa prestarsi ad essere scambiata pure per un loro goffo tentativo di plagio. Uno spudorato ricalco di una magistrale uscita dialettica esibita da Chivu nella conferenza stampa del post Como-Inter. Giusto quella in risposta alla precisa domanda sulla "lotta scudetto": “Faccio come i miei colleghi che parlano di qualificazione in Champions e dico che siamo contenti di avvicinarci all’obiettivo Champions. La matematica dice ancora di no”. Ironia allo stato puro del tecnico romeno, spesa per tutti i "vincitori" italioti alla corsa europea, alla stessa stregua dei podisti francesi giunti al traguardo, dunque celebrati da quelli de L'EQUIPE. Con (Inter), Napoli, Milan e Juve che, in realtà, sarebbero solo 4 (club) e non certo 57.464 (competitor). Ma mai disperare. Con 6 giornate di campionato ancora in ballo, pure Como, Roma ed Atalanta potrebbero sempre giungere a rimpolpare o, meglio, ad intercambiare la compagnia...
Piace infine fantasticare che sia stata invece una fortuna che Cristian Chivu abbia magari frenato un altro particolare istinto. Quello di (provare a) sotterrare da par suo certe miserie mediatiche, alla luce dell'ipocrisia già ampiamente profusa sul 'caso' Bastoni. Per dire, avrebbe potuto spendere un'ulteriore sagace perla di ironia facendo credere a taluni stolti della stampa e dei social che la molto probabile svolta scudetto della trasferta lariana - lo svarione difensivo comasco che ha agevolato la doppietta di Thuram per il pareggio nerazzurro - altro non fosse che la realizzazione del personale "Mein K(A)MPF" pallonaro del tecnico romeno... Con ovvia e sinistra allusione al quasi omonimo Marc-Oliver (KEMPF), difensore centrale tedesco del Como coprotagonista di quell'episodio 'incriminato'. Solo che con i tempi che corrono - votati al più becero bellicismo - per gran parte dei media (non solo sportivi) un'uscita del genere sarebbe suonata e subito divampata come una battuta sin troppo border line. Apriti cielo!
Meglio allora che il tecnico nerazzurro si sia eventualmente astenuto da una tale tentazione, facendo sì che la stessa venga derubricata come una mera boutade dello scrivente.
Orlando Pan