Benitez e l'operazione riciclo: così gli scarti sono pronti a tornare utili
Operazione riciclo. Con il mercato che si è ormai chiuso senza nemmeno un colpo finale, adesso Rafa Benitez dovrà fare i conti sulla rosa che ha praticamente sempre avuto dal primo giorno in cui è arrivato all'Inter, senza innesti di alcun tipo. Negli ultimi tempi già si era preparato a questa evenienza, ma al momento del suo sbarco a Milano sicuramente l'allenatore spagnolo auspicava nell'arrivo di almeno uno dei suoi pupilli, Mascherano e Kuyt. Lo fece capire chiaramente alla Gazzetta, quando nella sua prima, vera lunga intervista italiana, confessò di volere un centrocampista di quantità proprio per portare Cambiasso più avanti. Adesso che non lo ha ottenuto, Rafa dovrà fare i conti con quanto si ritrova tra le mani. Bisognerà quindi ripartire dal Cuchu che giocherà nella sua posizione originale, da un Mariga da inserire con costanza, dai giovani Coutinho e Biabiany sui quali puntari, dal ritorno a tappe di Davide Santon per il ruolo di terzino ma anche su quei giocatori che sembravano dovessero partire da un momento all'altro e che invece adesso si ritrovano ancora alla Pinetina, con un ruolo paragonabile ai marginali che coloravano l'età medioevale.
I tre grandi mancati addii sono tre, quelli di David Suazo, Amantino Mancini e infine Nelson Rivas. In più, c'è anche Sulley Muntari che Benitez avrebbe preferito cedere per un altro centrocampista, ad esempio Jenas o Inler, ma alla fine è rimasto anche lui nella sua amata 'famiglia Inter'. Il caso più semplice da analizzare è quello di Rivas: il colombiano sa di non avere la minima chance, così è stato proposto in tutto il mondo ma Schalke 04 e Panathinaikos all'estero e Cesena e Lecce in Italia non sono riuscite a prenderlo, o per volontà del ragazzo, o per questioni economiche. Per Rivas l'operazione riciclo è molto complessa: il ragazzo è pronto ad una stagione ai margini perché Benitez ha fin troppi difensori prima di poter contare su di lui. Molto più interessante invece la trama di Amantino Mancini: lui è tornato dall'infelice esperienza al Milan sicuro di potersi giocare le sue carte, si sta impegnando ma non trova comunque troppa fiducia nell'ambiente. Alla fine sembrava potesse trasferirsi in Francia, ma il Marsiglia s'è tirato indietro ed il Rennes offriva troppo poco per un prestito non gradito al giocatore.
Visto il mancato arrivo di un'ala, l'utilizzo di Mancini può essere quindi una chiave di lettura interessante per Benitez. Se si impegnasse molto e tentasse di recuperare uno status fisico positivo, il brasiliano può diventare una carta a sorpresa da utilizzare magari nelle partite pre-Champions, quindi utile per il turn over, e non solo un 'uomo da tribuna'. E' tutto nelle sue mani, Rafa non chiude la porta a nessuno. Nemmeno a David Suazo: l'honduregno ha rifiutato tantissime destinazioni perché voleva andar via solo a titolo definitivo, ma giravano troppi pochi soldi per poter concludere un'operazione simile, così è rimasto a Milano. Serve un vice Milito per le partite più 'comode' e magari interne? David è pronto a farsi trovare pronto, la sua velocità è un'arma che in determinati frangenti può stupire l'avversario. Anche lui è tenuto sotto osservazione. Conclusione dell'operazione riciclo su Muntari: lui di questa 'categoria' è sicuramente il più inserito. Con i problemini fisici di Motta, lo spazio che si ritaglierà può essere comunque importante, come la scorsa stagione quando ha giocato meno ma comunque i suoi minuti li ha totalizzati. Sulley dovrà fare i conti con un Mariga cresciuto tantissimo, ma è pronto anche lui a giocarsela. E che l'operazione riciciclo 'sorpresa', abbia inizio.