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Dopo Ibra/Onyewu e Ibra/Allegri, sul ring di Milanello, prossimamente, Ibra vs Maciste?

di Redazione FcInterNews.it

In 'libera uscita' dal cinematografo del campionato e dal cineforum della Coppa Italia - ancora ebbri per un palmares societario doppiamente rimpinguato - certi cinefili nerazzurri sono stimolati di brutto, chissà perché, a curiosare anche sul grande schermo al di là del Naviglio. Location che pare proprio avviata verso la deriva di un cinema parrocchiale ove - lo si può ammettere senza tema di smentita - è in fervida lavorazione una sceneggiatura da film horror a basso costo. Dunque fatto da cineasti con levatura da B-movie.

D'altronde, parallelamente, il calciomercato nerazzurro sta cominciando solo ora a denotare prodromi da passate campagne acquisti più danarose. Ed allora ad una certa utenza tifosa avanzerebbe del tempo giusto per farsi affascinare dalla magia della cosiddetta settima arte. E come declinarla allora se non fantasticando di trasporre nella contemporaneità pallonara un'icona (Maciste) di un'epoca così lontana?! Non ne voglia però allo scrivente il compianto ex nerazzurro Bruno Bolchi per quella sua etichetta 'omonima', vanto breriano alla base dell'involontario coinvolgimento. Infatti il Maciste evocato nel titolo pugilistico del post - 'sequel' delle sfide pregresse Ibra/Onyewu e Ibra/Allegri... - è proprio quello del personaggio immaginario di alcune pellicole del cinema muto all'inizio del secolo scorso poi rispolverato, col sonoro, negli anni '60. Una sceneggiatura e un ruolo ai quali nemmeno il grande Totò, Principe De Curtis, all'epoca, aveva saputo sottrarsi.

Certo, un adattamento all'oggi della pellicola d'esordio di Maciste - reintitolandola apposta CaIBRA per farla sembrare l'anagramma del kolossal CaBIRIA uscito in sala nel 1914 - risulterebbe davvero poco verosimile per via di un'ambientazione da ricreare nel moderno Milanello anziché nell'antica Cartagine... Per giunta, 'l'omologo' sfidante odierno, lo scavezzacollo svedese, solo in parte potrebbe incarnare il mito di quell'uomo descritto come forte, buono ed invincibile. Infatti sulla prestanza fisica di Zlatan nessuno avrebbe alcunché da eccepire, al pari dell'evidenza 'postuma' - in Casa Milan - che fosse stato meglio rimanersene 'muto' nelle poco edificanti circostanze rossonere che sono emerse. Proprio come il Maciste 'silente' degli esordi.... Ma per info esplicite sulla modesta adeguatezza (eufemismo!) dello sparring partner scandinavo come nuovo plenipotenziario del club rossonero sarebbe sufficiente citofonare alla Curva Sud Milano...

Ad oggi, quanto a 'pugni e bastonate sui denti' - giusto per fare una doverosa digressione - ci sarebbe però chi sta messo peggio di Ibra. Tipo l'ex tecnico leccese del Napoli che, di colpi, ne ha appena buscato una gragnuola: virtuale, s'intende! Ci si riferisce alla pepata levata di scudi di Luigi Garlando contro Antonio Conte attraverso la rubrica "La sveglia" sulla rosea: tutta da gustare e per la quale si invita volentieri a recuperarne la lettura. L'articolo di mercoledì 27 era stato infatti dedicato alla tutela della propria categoria professionale, in fisiologica risposta alle paturnie sgangherate di Conte circa la sua causa partenopea di fallito "compattatore" di giornalisti. Costui - nella conferenza stampa post Udinese - se n'era infatti uscito con alcune perle del suo abituale frasario minatorio. Tipo: "Troppi veleni e zizzania contro di me e i giocatori. Senza un ambiente compatto è difficile combattere". Ed ancora: "Chi sparge veleno è un fallito e deve allontanarsi dal Napoli".

Sì, insomma: colui che si era già 'distinto' in carriera con una squalifica di 10 mesi per omessa denuncia ai tempi del Siena - poi ridotta a soli 4 - esortava la correa omertà giornalistica. Al riguardo, l'unico appunto che lo scrivente si permetterebbe allora di muovere a Garlando è che avrebbe potuto incuriosire ancora di più i già scarsi lettori della rosea cartacea attraverso un titolo meno democristiano. Giusto con un facile calembour, "Pep e Conte allo specchio" sarebbe potuto diventare, invece: "Lo specchio di Pep e la spocchia di Conte". Ne sarebbe risultato un titolo tanto piccante quanto piccato. Di sicuro più centrato vista la ben diversa cifra stilistica dei 2 tecnici.

Tornando infine alla (reale) sceneggiatura horror in lavorazione fra le pareti domestiche di Casa Milan e del suo centro sportivo, è proprio notizia di queste ore che l'elenco dei "NO, GRAZIE!" ha annoverato l'ennesimo rifiuto ai rossoneri. Dopo quello fatto recapitare dal basco Iraola - come se fosse Andoni... - la supercazzola prematurata con scappellamento a destra del recruitment rossonero è proseguita - con putiniano rispetto scrivendo - con l'arrivo del "Niet" anche da parte di Xavi. E se pure i disoccupati di lunga durata schifano un impiego al Milan - l'allenatore catalano è fermo da 2 anni dopo l'esperienza al Barcellona - allora sussiste davvero un serio rischio di cui si dirà solo fra poco. Non prima di far aver fatto risaltare la disinvolta cavalleria (eufemismo!) con la quale la Gazzetta ha fatto passare la pira rossonera della precedente e doppia pista iberica - con Iraola ma soprattutto con Xavi (persino quelli di Milan News ne hanno argomentato a dovere...) - prima di dare ampio spazio alla definitiva(?) via 'austriaca'.

Riavvolgendo dunque il nastro, l'evocato ed incombente 'pericolo' milanista sarebbe quello che lo sprofondo rossonero riuscisse a calamitare financo l'attenzione professionale del regista Dario Argento. Con tutta evidenza, un coinvolgimento nobilitante rispetto al mediocre sviluppo attuale della sceneggiatura. Chissà che la sua annunciata trilogia thriller non si possa allora arricchire di un 4° capitolo... E per la colonna sonora di un'inedita pellicola sulla deriva milanista - diretta dal Maestro dell'horror - non resterebbe infine che allertare il gruppo musicale dei Goblin. Non importa in quale loro incarnazione!

Orlando Pan


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