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La 'classe operaia' va in paradiso grazie alla cooperativa nerazzurra di 17 marcatori stagionali

di Redazione FcInterNews.it

È stata un'insolita o, più probabilmente, una versione di Gazzetta solo ignara o 'classista' quella che sabato scorso era riuscita a scrivere che l'Inter, contro il Sassuolo, avrebbe schierato "la sua PIÙ IMPIEGATA spina dorsale"... Dunque prestandosi ad un curioso gioco di parole che potrebbe aver urtato la suscettibilità - se non forse destato il senso di appartenenza... - della 'classe operaia' di stanza ad Appiano Gentile. O, per dirla in termini ancora più 'consociativi', della cooperativa da gol interista. Anche perchè è assodato che i colletti bianchi nerazzurri - perdonate l'involontario ossimoro cromatico - non scendono sul rettangolo verde coi pantaloncini corti!

Fatto sta che a Reggio Emilia - luogo di cooperative per antonomasia - si sono iscritti al circolo virtuoso nerazzurro altri 2 soci, Akanji e Luis Henrique, rispettivamente con le tessere nr. 16 e 17. Ora all'appello col tabellino delle segnature stagionali mancherebbero - a parte i 3 portieri - solo 4 giocatori di movimento: Acerbi, Darmian, De Vrij e Frattesi, in rigoroso ordine alfabetico. Anche se non si può negare che il desaparecido forse più atteso dagli appassionati - visti i suoi trascorsi abbaglianti dell'anno passato - non possa che essere il centrocampista romano. Si può dunque scommettere che i 4 'moschettieri' nerazzurri smanino dalla voglia di maramaldeggiare in campo come toccato in sorte ai compagni in casa del Sassuolo, nonostante qualche iniziale e fisiologico spavento. E mica si può poi star qui a discutere un 5 a 0 in trasferta, con 2 legni annessi ed altre occasioni affini. Eppure resistono sulla breccia taluni detrattori stolti che abusano di argomenti sartoriali a dir poco cenciosi...

A dirla tutta, ci sarebbe da disquisire anche sulla matematica: i freddi numeri non la raccontano giusta. Scritto sempre con la massima ironia. Ora, ammesso e non concesso che dovranno passare diversi lustri, dunque intere generazioni, prima che i nerazzurri si potranno scoprire pentastellati, ciò non toglie che il loro status attuale di 'soli' bistellati possa inficiare uno slogan che ha fatto storia - checché se ne possa raccontare - in altri ambiti peninsulari. Giusto quell' "Uno vale uno" che i nerazzurri sono comunque riusciti a mettere in pratica con 57 gol che sono valsi finora 58 punti: la media è quasi perfettamente allineata sull'unità. Solo che allora dev'essere la classifica nerazzurra a risultare bugiarda. Nel senso che, giusto per fare un esempio, l'Inter ha segnato il 50% di gol in più rispetto alla 2a in classifica (57 contro i 38 dei rossoneri), ma il delta punti ammonta solo ad un +10% (55 a 50 fino alla 23a giornata, ora diventati temporaneamente 8). Come allora si giustifica questa palese incongruenza numerica non solo cittadina?

Nel frattempo - tornando seri - proprio in occasione della trasferta in terra emiliana, ha portato di nuovo frutti un preciso piano logistico nerazzurro messo in atto per le trasferte a corto raggio. Adottato giusto per depistare le 'spie industriali' e tenere magari lontano certi occhi indiscreti...

C'era dunque - domenica 1o febbraio - da giocare in trasferta nella vicina Cremona? Bene: fissati base logistica ed hotel di pernottamento a Piacenza anziché direttamente nel capoluogo lombardo. Forse per soddisfare anche l'eventuale frangia dei nostalgici con l'aria di casa di Simone Inzaghi? Non è dato sapere. E poi ci si impiega sempre meno spostarsi da Piacenza a Cremona (appena 40 km) che non direttamente da Appiano Gentile al capolugo lombardo (con 100 km in più...). Ai 'googlemappisti' di Oaktree - per quanto di probabile estrazione californiana - non gliela si fa!

Una trasferta nerazzurra emiliano-lombarda alla quale - sbrigata una faccenduola domestica copetera contro i granata - ha fatto subito seguito un altro spostamento diversamente fuori sede, stavolta a Reggio Emilia, casa da anni del modenese Sassuolo. Nessun problema, con replica dello stesso consolidato modus operandi logistico. Dunque head quarter nerazzurro provvisoriamente accampato - si fa per dire - a Parma e giocatori a passare "a nuttata" in un albergo del capoluogo ducale, sebbene con molti più retropensieri rispetto ai colleghi partenopei... Chissà poi perché. Ah, già: forse è stata tutta colpa del varista di turno, Di Bello, che in Genoa-Napoli ha pensato, male, di richiamare l'arbitro Massa ad un improprio OFR. 'Giusto' per indurre il direttore di gara a dimostrarsi tutt'altro che 'imperiale' - a dispetto della sua omologa sezione AIA ligure di appartenenza (Imperia) - nel confermare il suo rilievo di campo: quello sul veniale step on foot del genoano Cornet sul napoletano Vergara. E adesso il designatore Rocchi potrebbe financo uscirsene in Open VAR argomentando sull'operato del suo 'pargolo varista' con la decisiva (ma risibile) giustificazione che Di Bello sarà forse andato in loop culinario ligure... Nel senso che - avendo forse confuso uno 'step on fooT' (lett. 'passo sul piede') con uno 'step on fooD' (passo ...al cibo: d'altronde, non si può mica pretendere che tutti i cittadini di Brindisi possano masticare bene l'inglese!) e magari pure reduce da un pranzo di lavoro a Lissone a base di pasta al PESTO genovese - potrebbe essere stato davvero un attimo, alla VAR, derubricare un 'PESTINO' in un 'PESTONE'...

Povero Rocchi, non imbrocca un varista credibile che sia uno: dunque non si vorrebbe proprio essere nei suoi panni! Se non altro ha appena ammesso - per interposto Tommasi - che il contatto nell'area genoana non era passibile di massima punizione. Dando quindi seguito - ma solo teoricamente - a quanto detto a suo tempo dall’ex arbitro ed oggi(?) vice designatore Andrea Gervasoni. Si riporta allora - giusto per fare chiarezza (bella questa!) - un estratto di un articolo apparso sul sito "il POST" il 9 ottobre 2024: "Durante Open VAR, AG ha detto che uno step on foot in area non va automaticamente punito con il rigore, ma che ci debba essere imprudenza (...). Queste parole però contraddicono quanto detto lo scorso anno da Rocchi, cioè che nel caso di un pestone non serve ci sia la volontarietà per fischiare fallo". Sì, insomma: come sempre in Italia, tante versioni, ma chiarezza gran poca!

Sempre in tema arbitrale, va infine registrata la presa di posizione (parola grossa!) dei 'letterati nerazzurri' sportivamente anti partenopei. Costoro non dovrebbero manifestare alcuna difficoltà a prendere atto che non era affatto vero che "Cristo si è fermato ad ...Empoli" (come nella loro speciale parafrasi del famoso romanzo di Calo Levi, con Eboli al posto di Empoli). Visto che si avrebbe avuto conferma proprio sabato scorso a Genova che quel sommo 'attore protagonista' intendesse, prima o poi, risalire la costa tirrenica almeno fino al capoluogo ligure... A giudicare almeno da una Sua qualche intercessione (Dio fulmini subito lo scrivente!) per quell'altrettanto rigorino decisivo decretato in favore del Napoli nella sua trasferta in terra toscana del 20/10/24. Quella marchiata dal famoso 'svenimento' in area empolese del partenopeo Politano, imitato ora, appunto, dallo 'scugnizzo' Vergara. Con quest'ultimo 'candido' reo confesso nelle sue dichiarazioni post gara...

Della serie: un altro che dovrebbe essere aggiunto alla già lunga lista di simulatori nostrani. Chissà allora se quelli del clan di Rocchi avranno estratto subito il block notes, magari sbottando: "Mo, ce lo segniamo proprio".

Resterà solo da accertare fra pochi giorni se da quella lista tutt'altro che salvifica sarà stato preventivamente bannato Francisco Conceićão...

Orlando Pan


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