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Lacrime nerazzurre, grazie davvero. Barça vergognoso: dov'è lo stile?

di Fabrizio Romano

Voglio partire proprio dall'occhietto di Sergio Busquets. Nell'immagine qui affianco vedete questo prodigioso attore, o forse centrocampista spagnolo dall'occhietto vispo osservare la situazione che si è venuta a creare subito dopo il suo tuffo che è costato il cartellino rosso a Thiago Motta. Con questa prodezza da set cinematografico, il talento della cantera del Barcellona ha ingannato l'arbitro, facendo presagire un nuovo Ovrebo, e ha provato a rovinare la notte dell'Inter. Purtroppo per lui, non ci è riuscito. Francamente, quando il sorteggio ha decretato Inter-Barça, non credevo che la Beneamata fosse in grado di passare il turno. Avevamo di fronte la squadra più forte del mondo, credevo fossimo troppo immaturi per arrivarci. Un commento quasi da insegnante su un giovane ragazzo a scuola: mi ero sbagliato, ma non l'ho capito soltanto ora. E' stato un processo graduale: l'Inter, il ragazzino forse ancora troppo immaturo che delude il professore, ha dato una lezione ai 'secchioni' all'andata. Nemmeno in quel momento ero così convinto, le speranze c'erano, ed erano tante, ma pensavo che al Camp Nou ci avrebbero schiantato. Invece no.

Quando ho visto le magliette dopo la vittoria sullo Xerez da parte del Barcellona, ho visto l'immaturità e la paura che travolgeva l'animo di una squadra intera, di una città. C'era il terrore di esser spazzati fuori, e hanno provato ad esorcizzarlo con spot, con le parole di Piquè che doveva far odiare ai nerazzurri il proprio lavoro, con i petardi sotto l'hotel, con le tasse richieste ad Eto'o proprio ieri, nonostante venga a Barcellona una volta ogni quindici giorni. Ci hanno provato, ma hanno mostrato tutta la loro immaturità al mondo e sono stati spazzati fuori da una squadra con un cuore così, che invece si è mostrata matura perchè ha saputo leggere la situazione e pure quando hanno provato a farla fuori, con quel rosso a Motta vergognoso, è riuscita a portare a casa ciò che voleva. Questa Inter è matura signori, questa Inter ha buttato fuori i titani: adesso possiamo dirlo, vada come vada i titani siamo noi: come dicevo prima, credevo ci buttasse fuori la squadra più forte al mondo, non questa banda di pagliacci.

Eccezion fatta per Guardiola e Laporta (chapeau, eleganza allo stato puro), infatti, sia nel prepartita che durante la gara ci sono stati episodi vergognosi, che denotano uno stile che, cosa che non mi aspettavo, nel Barcellona non c'è. Parlo degli episodi già citati delle dichiarazioni di Piquè, ma anche del loro atteggiamento da fenomeni che da un momento all'altro, quando volevano, potevano segnarci dieci gol. E perchè no, oltre ovviamente alla finzione schifosa di Busquets che andrebbe squalificato, mi riferisco a quando intorno al 42esimo non è stato buttato fuori il pallone con Sneijder a terra, ma si è continuato a giocare senza problemi. Dispiace, ma va detto: il Barcellona non ha stile. E lo ha dimostrato questa sera, quando ha dovuto inchinarsi dall'alto della sua strapotenza di cartone ad un'Inter di ferro, un'Inter che aveva le fiamme negli occhi. I giocatori nerazzurri avevano l'opportunità che tutti gli esseri umani vorrebbero avere nella vita: poter regalare un sogno a qualcuno, farglielo vivere, trasportarsi dentro ad una realtà immaginaria dove ci sentiamo tutti un po' bambini. Ebbene, questi uomini meravigliosi hanno portato gli interisti in finale di Champions League. Alla faccia di chi gufava, alla faccia di chi diceva "siete Messi male", alla faccia di chi ha provato con l'inganno a rovinarci la festa. E, permettetelo, è una soddisfazione anche buttare fuori Zlatan Ibrahimovic, al quale mi inchino per quanto ha fatto in nerazzurro, ma che pensava di andare al Camp Nou e di asfaltare chiunque. Invece no, lo abbiamo buttato fuori proprio noi, incredibile. Lo hanno pagato tanto, ci hanno dato anche Eto'o come fosse una ruota di scorta, che però oggi faceva il terzino con la dedizione di un gregario: lui, che in due finali di Champions ha fatto due gol. Samuel Eto'o, chi ne parla si sciacqui la bocca.

Adesso, cari tifosi, siamo nel sogno. Vi sembrerà incredibile, ma siamo svegli e stiamo vivendo un sogno: passeremo un mese con quella notte in testa, la aspettavamo da troppo tempo. Faremo sognare i nostri bambini, ricorderemo i nostri papà o i nostri nonni che questa finale la vorrebbero vivere e che magari non ci sono più, ma noi stessi vivremo i nostri 90 minuti con le lacrime agli occhi. Le vere lacrime, però, questi eroi ce le hanno regalate stanotte. Battere tutto e tutti è bello, battere i marziani che si sentivano tanti Maradona e forse dovrebbero prendere lezioni di stile, lo è ancora di più. Grazie ragazzi, grazie Josè Mourinho, grazie Moratti, grazie Inter. Perchè le emozioni di questa notte, di quest'anno, le racconteremo ai nostri nipotini. E le terremo in fondo al nostro cuore nerazzurro che non smetterà mai di battere. Per sempre, solo, INTER.


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