Locatelli fa le cose per bene!
Tutti non aspettavano altro e coloro che hanno avuto la fortuna di ricevere l'invito (o il lasciapassare?) della Continassa non potranno che pendere dalle labbra di Manuel Locatelli. Ossia del capitano bianconero delegato a fare le veci del tecnico Luciano Spalletti nella conferenza stampa di presentazione di Inter-Juve, conclamato derby d'Italia. È la fantasmagorica novità mediatica - mancherebbero giusto il rullo dei tamburi ed un rinfresco finale a buffet... - annunciata da quelli di Tuttosport giusto ieri, giovedì 12: "Una vera e propria rivoluzione nella strategia comunicativa della Juve". Caspita, un vero peccato non essere compresi in quegli inviti elitari! Aggiungendo subito dopo quanto segue, forse per paventare anche delle attitudini divinatorie: "Da ora in avanti, quindi, potrebbe capitare altre volte che al posto di Spalletti vada a parlare un giocatore, così DA EVITARE UNA PRESSIONE MEDIATICA ECCESSIVA SUL TECNICO DELLA VECCHIA SIGNORA".
Peccato solo che in altra parte del medesimo giornale qualche anima candida della stessa redazione avesse descritto - sebbene in maniera un po' troppo faziosa - ben altro 'sentiment' a riguardo dell'allenatore bianconero nel parallelo con la sua passata esperienza all'Inter: "Spalletti, che non ha mai sopportato troppo gli spifferi della Pinetina, ORA BEN SI TROVA nel MONDO OVATTATO DELLA CONTINASSA". Slurp!
Ora, a 'spie e voyeur' di fede bianconera - a cui pare non sfuggire proprio nulla... - basterà sincronizzare eventualmente l'apparato pensante, visto che ne verrebbe fuori uno Spalletti configurato come fosse un Giano (anzi, un Luciano) bifronte. Ossia - scritto col massimo rispetto, al di là della metafora più ricorrente - nel senso che per taluni risulterebbe adagiato sulla bambagia mentre per talaltri apparirebbe poco sereno per via di essere troppo esposto mediaticamente, dunque bisognoso di un alter ego all'occorrenza...
Almeno che - cosa incredibile anche solo a scriversi - a Tuttosport non sia invece scoppiato, all'improvviso, il pluralismo. Quella particolare 'condizione' in cui ogni redattore dovrebbe poter descrivere qualsiasi status quo con la massima libertà di pensiero anziché sottostare a degli (eventuali) ordini di scuderia... Ma se anche ciò avesse una qualche parvenza di verità - a proposito del novello pluralismo, beninteso! - potrebbe mai avere una qualche possibilità di sopravvivenza dentro a quelle mura da sempre abituate ad una ancestrale ortodossia filobianconera?
Una cosa, quella sì, è certa: Locatelli, in conferenza, ha fatto le cose per bene. Mica avrebbe potuto 'tradire' l'identico messaggio rassicurante di uno slogan pubblicitario - vecchio di oltre 40 anni - di un noto marchio dell'industria casearia, assorbito nel frattempo da una multinazionale francese. Con un ulteriore probabile vantaggio: che l'uditorio stavolta non ha rischiato di appisolarsi nell'ascoltare il soporifero sermone spesso propinato da Messer Spalletti...
Orlando Pan