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Pronunce giuridiche ispirate a 'Il miglio verde': "Quello che succede nel tunnel, rimane nel tunnel"

di Redazione FcInterNews.it

Mastrandrea, Gerardo, di mestiere fa il giudice sportivo oltre che il magistrato. Dieci anni fa è stato chiamato a prendere il posto del pensionato Giampaolo Tosel, storico Giudice Sportivo del calcio italiano, tra l'altro scomparso proprio da poche settimane.

Mastandrea, Valerio, di mestiere fa invece l'attore, sia di teatro che di cinema. Si è notato niente di curioso tra le 2 identità? Ebbene sì: una "R" (in Mastandrea vs MastRandrea) che fa la differenza tra i 2 cognomi. Pertanto questi 2 soggetti, di sicuro, non possono essere parenti, ma nonostante ricorra soltanto un caso classico di (quasi) omonimia, fa gioco alla narrazione accomunarli ugualmente. D'altronde - licenze a parte - si sa che il destino è cinico e baro: quello di tante vicende pallonare peninsulari ancora di più. Infatti si rilevano equazioni quasi tutti i giorni in cui, per esempio, il cinema sta al calcio come il cacio (senza la 'l'...) sta sui maccheroni. "È la morte sua", come sono soliti assicurare molti buongustai capitolini. E i 2 Mast(R)andrea, almeno romani di residenza lo sono.

Poi è successo che nel tunnel di San Siro (mica dell'Olimpico di Roma...), lo scorso sabato sera - giusto a metà di tal derby d'Italia - 2 fra i massimi rappresentanti dell'FC Juventus volessero prendere a male parole un tizio. 'Solo' perché costui - peraltro allontanatosi in fretta brandendo un non meglio identificato cartoncino di colore rosso - aveva posteggiato in doppia fila impedendo loro l'uscita dal tunnel sotterraneo dello stadio. Pare anche che i 2 dirigenti sarebbero stati disposti a soprassedere qualora si fosse trattato anche solo di una FIAT Panda. Ma essendo proprio una berlina tedesca, non avrebbero potuto desistere dalla loro intransigenza...

Appurato all'istante che, da una parte, uno dei 2 dirigenti bianconeri non fosse un qualche nipote di Giampiero Boniperti - del quale era nota la consuetudine, in vita, di abbandonare gli spalti già alla fine del primo tempo - e che, dall'altra, non fosse reperibile nemmeno un parente collaterale di Francesco Salvi (nonostante ci fosse da spostare una macchina...), la temuta disputa ha potuto avere comunque un epilogo quasi immediato solo grazie al fattivo intervento degli onnipresenti ispettori della Procura Federale. I quali - smentendo una volta per tutte la diceria di essere solo degli impareggiabili segugi comparativi... - si sarebbero tolti la giacca e arrotolati le maniche della camicia per spostare di peso la berlina tedesca d'intralcio. Sarebbe infatti parso brutto rischiare di scatenare un'eventuale guerra tra Gruppi industriali del settore Automotive facendo trovare al possessore l'auto (della concorrenza) poggiata sopra a 4 blocchi di cemento. Anche, se non altro, per l'indisponibilità degli stessi causa San Siro ancora in piedi... Con gli ispettori, però, che si sarebbero riservati - chè l'occasionale altruismo va bene, ma il dovere professionale viene prima di tutto - di riportare comunque i fatti al loro preposto, il Procuratore capo Chinè.

Come dite, questa narrazione è del tutto fantasiosa, dunque destituita di ogni fondamento, essendo ben altra la versione ufficiale dell'accaduto, con una colluttazione fisica di una gravità inaudita scongiurata solo all'ultimo per 'intercesso' (che non è un'offesa!) Spalletti?

È chiaro che sulla faccenda si è voluto ironizzare pesantemente, ma allora - tornando seri - non ci si può non chiedere se abbiano una qualche congruità le sanzioni comminate dal giudice sportivo ai 2 dirigenti bianconeri. L'inibizione di 10 giorni a Chiellini ed appena di una 40.ina al CEO Comollì - più 4 palanche di ammenda pecuniaria a quest'ultimo - appaiono tutto tranne che l'esito di una preventivata 'mano pesante'. A giudicare almeno dal parametro comparativo evocato dall'ex arbitro Paparesta circa un episodio analogo del suo passato (al confronto, appena un decimo quanto millantò all'epoca il losco senese...), apparirebbe una soluzione della vicenda proprio da teatro dell'assurdo. Con - ci si permette - il Mast(R)randrea 'sbagliato' a calcare la scena: il giudice Gerardo al posto dell'attore 'deputato' Valerio...

L'epilogo di questa rissa sfiorata non può dunque che far evocare una delle frasi rese celebri da una pellicola di culto: 'Il miglio verde'. Allorquando il capo delle guardie, interpretato da Tom Hanks - per tacere al Direttore del carcere (che l'aveva comunque subodorata) una condotta negligente di un suo sottoposto, se ne era uscito con quella che sarebbe poi diventata una citazione iconica: "Quello che succede nel miglio, rimane nel miglio".

Si provi ora a trovarvi delle differenze con l'epilogo a tarallucci e vino dei fatti (veri) accaduti nel tunnel di San Siro.

Orlando Pan


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