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A furia di ridere di Silvestro ci si dimentica di Tweety. L'avviso dei gol di Atta a San Siro

di Egle Patanè

Nel pre-partita di Milan-Udinese, Arthur Atta era intervenuto ai microfoni di DAZN per presentare la gara contro i rossoneri e nella brevissima intervista rilasciata all'emittente streaming, il centrocampista classe 2003 aveva auspicato un'altra vittoria contro una big. "Battere un'altra grande sarebbe bello" aveva ammesso, riportando le sue stesse parole. Dichiarazioni che tornano attuali perché è proprio il ventitreenne francese a segnare il gol del vantaggio, viziato però da una deviazione di Bartesaghi che la Lega Serie A considera decisiva e trasforma in autogol, sottraendo al centrocampista bianconero a referto una firma che beneficiava di un'azione personale splendida di Zaniolo. La delusione del gol 'sottratto' non toglie verve al numero 14 di Runjaic e al 71esimo è ancora lui a fare il 3-0 che mette fine alle gite milanesi, meta stagionale preferita dell'ex Metz. La rete e mezza sottoscritta ieri sera dal centrocampista d'Oltralpe sembra essere diventata un'abitudine: se il gol fosse stato validato a suo nome, Arthur avrebbe sottoscritto la terza rete stagionale al Meazza.

Ad ogni modo, al di là dei numeri precisi, il dato è che Atta vede San Siro e s'infiamma: fin qui il francese ha segnato quattro gol stagionali complessivi tra Coppa Italia e campionato, di cui il 50% segnati a San Siro. Se l'autogol di Bartesaghi fosse stato convalidato a suo nome, tre su cinque sarebbero stati segnati tra le mura del Meazza dove ha segnato anche all'andata del match di Serie A con l'Inter, gara peraltro vinta sempre dai friulani che avevano teso un doloroso sgambetto alla squadra di Chivu, reduce dalla manita d'esordio inflitta al Torino. Tackle sulle tibie che fa più male oggi al Milan che allora all'Inter, ma che vale da monito per tutte quante, nerazzurri compresi: a sottovalutare l'avversario si finisce come nei cartoon, dove a furia di ridere del povero gatto Silvestro si dimentica l'esistenza di Tweety. Argomento questo spinoso dalle parti della Madonnina, senza particolare distinzione di colori e nella fattispecie su sponda nerazzurra l'ardore si fa pungente quando si parla di errori di sottostima del pericolo e che vale un allarme che dovrebbe far riflettere anche e soprattutto squadre come Inter o Milan, figlie di stadi caldissimi capaci di giocare un ruolo da vero e proprio dodicesimo uomo non indifferente sulla pressione mentale alla quale deve far fronte un avversario. Avversario che però spesso e volentieri trova la favola proprio al Meazza, luogo dei sogni sì di ogni bambino che calcia un pallone, figuriamoci di un professionista in cerca di motivazioni, ma altresì fa riflettere sulla capacità di 'incutere timore' del fattore casa su alcuni specifici individui. 


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