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Ausilio: "All'Inter eravamo convinti da subito di Chivu. Abbiamo capito..."

di Egle Patanè

Lungo intervento (LEGGI QUI l'intervista integrale) di Piero Ausilio al Festival della Serie A in scena a Parma. Città parecchio nota ai nerazzurri e ad Ausilio stesso che lo scorso anno di sti tempi riportava a Milano, prelevandolo proprio dalla città emiliana, Cristian Chivu. E non può che vertere anche sull'allenatore dei campioni d'Italia parte del discorso del direttore sportivo nerazzurro che ci tiene a sottolineare: "All'Inter eravamo convinti da subito di Chivu". Ma spiega come è nata l'idea di ricongiungersi al figliol prodigo. 

"Chivu di fatto arriva dal Parma con pochissima esperienza in Serie A. Nel momento storico in cui veniva fatta la scelta, sicuramente è stata una decisione prese almeno con un po' di coraggio, diciamo così. Quindi quando fai questo tipo di scelte non trovi subito una condivisione assoluta, soprattutto fuori. Noi  invece eravamo assolutamente convinti. Quando dico noi, dico tutta la struttura dell'Inter: la proprietà, il presidente Marotta, io, Baccin, mio collaboratore. abbiamo pensato da subito che, al di là di idee che potevamo mettere sul tavolo, perché non è che ragioni subito in un'unica direzione, cerchi di mettere delle idee e ci si confronta. Finite queste riunioni abbiamo pensato subito che tutte le qualità che aveva Chivu, sia morali come uomo, che come professionista da allenatore, questo grande senso di appartenenza che aveva anche con i nostri colori per via dei trascorsi sia come calciatore e poi da allenatore delle giovanili, era l'uomo più adatto per noi. Più adatto in un momento di, uso il termine tra virgolette, 'ricostruzione', soprattutto morale. Non c'era da ricostruire nulla a livello tecnico perché in realtà la squadra era forte, lo ha dimostrato con quello che è arrivato quest'anno, con i due successi. Andava ricostruita un po' nel morale, nella voglia di credere in qualcosa dopo una grande delusione quale era stata quella di Monaco per poter arrivare poi al successo finale. L'esperienza di due anni prima ci era servita perché avevamo perso a Istanbul quella finale, giocando tra l'altro una partita meravigliosa contro il Manchester City. C'era delusione e con la delusione abbiamo cercato di trasformarla da subito in determinazione, in rabbia per poter vincere uno scudetto e così è stato. Quest'anno insieme a Chivu si è lavorato su questo. La squadra è stata fantastica, lui altrettanto e quindi ripeto i fatti e i risultati hanno dimostrato che è stata la scelta migliore per tutti noi", ha detto ampiamente riportando indietro di 366 giorni il calendario. 


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