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Avv. Afeltra: "Incontro a San Siro una corbelleria. Non c'è traccia negli atti"

di Redazione FcInterNews.it

In una fase storica in cui c'è poca trasparenza su quanto sta accadendo intorno e dentro al mondo arbitrale e quanto filtra dalla Procura che sta indagando, affidarsi a esperti di diritto sportivo che possano provare a fare chiarezza è quasi una necessità. Lo ha fatto anche Radio Anch'io, interpellando l'avvocato Roberto Afeltra, che ha messo qualche puntino sulle 'i' partendo dall'accusa, rivolta a Gianluca Rocchi, di aver gestito le designazioni in base al gradimento o sgradimento dell'Inter: “Se un tesserato dell’Inter ha parlato con Rocchi, bisogna vedere quale responsabilità aveva all’interno del club per verificare se la responsabilità fosse diretta o oggettiva. Un tesserato non può dire se un arbitro è gradito o meno”, spiega subito Afeltra, che però poi aggiunge un parere personale sulla questione: “Per me si tratta di una corbelleria. Rispetto a quanto avvenuto con Calciopoli la differenza principale è che non ci sono indagati di società di Serie A. In tal senso ritengo che non ci siano affatto perché il PM Maurizio Ascione ha già chiesto la proroga delle indagini e in quel caso deve depositare tutti gli atti affinché il GIP possa concederla. Le intercettazioni ambientali e telefoniche sarebbero state rese pubbliche. Degli incontri a San Siro non c’è traccia negli atti”.

Afeltra poi usa la logica per arrivare a capo della vicenda: “Il capo d'imputazione si smentisce da solo: è stato imputato a Rocchi di designare Doveri sgradito all’Inter in semifinale di Coppa Italia di modo che nel proseguo del campionato in cui era in lotta per lo Scudetto vinto successivamente dal Napoli, non avrebbe potuto più designarlo in futuro. E invece lo designa cinque giorni dopo per Parma-Inter. Questa caccia alle streghe verso l’Inter è destinata a fallire miseramente: in tutti gli episodi oggetti del procedimento, i nerazzurri hanno sempre perso”.

Infine, l'avvocato aggiunge un ulteriore chiarimento che può aiutare i tifosi interisti a rilassarsi: “La denuncia di Rocca nasce contro Gervasoni che non chiama all’OFR l’arbitro nel caso del fallo di Ndicka su Bisseck non sanzionato con un rigore. Bisogna attendere il deposito degli atti perché potrebbe rimanere tutto all'interno della faida interna arbitrale. Se Chinè aprisse un procedimento sportivo, non potrebbe indagare nessun tesserato dell’Inter, perché non c’è. Mi dispiace per le vedove del 2006, ma ci sono comportamenti e comportamenti”.


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