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Benitez: "Chivu arriva meglio di Conte, l'Inter ha ribadito la sua potenza. Ma domani non si deciderà nulla, al massimo..."

di Egle Patanè

Chi è la favorita a San Siro domani tra Inter e Napoli? A rispondere è il doppio ex allenatore, Rafa Benitez che per l'occasione è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, dove l'oggi allenatore del Panathinaikos ha detto: "La classifica e il fattore campo imporrebbero di dire che lo sia l’Inter, ma il Napoli è campione d’Italia e questo ci toglierebbe dall’imbarazzo di scegliere. Però, una cosa si può dire: alla partita arriva meglio Chivu, non fosse altro per avere 4 punti di vantaggio e per aver compiuto un percorso netto recentemente".

Conte si presenterà a San Siro senza quasi mezza squadra. 
"E questo è un fattore. De Bruyne, Anguissa, Lukaku e anche Gilmour sono valori alti, Neres è ad alto rischio: ma un allenatore sa come fronteggiare certe situazioni al limite e chi ha vinto così tanto come Conte ha elementi per metterci le mani, come ha dimostrato in questi due anni".

Benitez osserva, studia, cerca di non farsi sfuggire nulla anche del nostro campionato: cosa le è arrivato di questa sfida? 
"Che Inter e Napoli sono ancora e di nuovo le protagoniste, come sta succedendo ormai da circa cinque anni, con il Milan. Due scudetti a testa rappresentano la testimonianza di quello che è stato realizzato da Marotta e da De Laurentiis, dai manager, dai calciatori e direi in assoluto dagli ambienti. E non sembri un caso che il Milan, ora secondo, sia l’unica che abbia spaccato questo dominio recente. Avere aggiunto Allegri, dopo le disavventure della stagione scorsa, è stata una garanzia. Ma troppi punti persi - ed è successo pure con il Genoa - diventano un problema".

È un campionato a due, a tre, a quanti? 
"È prestissimo per sbilanciarsi. Però, l’Inter sta lievemente meglio: bisogna verificare come verrà gestito questo fine mese di gennaio, quando le tantissime gare ravvicinate potrebbero far perdere qualcosina".

Al Meazza cosa si deciderà? 
"Definitivamente, nulla, anche se la distanza attuale tra Inter e Napoli lascia supporre che una vittoria di Chivu potrebbe escludere Conte. Per me, semplicemente, lo allontanerebbe. Non sarà decisiva ma pesante".

Conta il 3-1 dell’andata? 
"Meno di niente. Erano altre squadre, completamente diverse. Giocavano un calcio, che poi è stato modificato per interventi naturali o anche no: il Napoli aveva De Bruyne e Anguissa, poteva scegliere. L’Inter stessa si presentò con gerarchie che poi sono mutate. Penso a Zielinski, per fare un nome, che è diventato protagonista in questa fase in cui il suo talento si è ripreso la scena".

La orienteranno le stelle, in quale zona? 
"Avranno un peso, ma dalla organizzazione nessuna squadra può prescindere. Il Napoli ha rallentato contro il Verona, ma aveva appena sottolineato, tra la Supercoppa e certi successi come quello con la Lazio, la propria autorevolezza. E l'Inter, che mette assieme sei vittorie di seguito in campionato e sta lassù in classifica, ribadisce la sua potenza. E comunque, leader ce ne sono: i soliti, si direbbe, Lautaro Martinez e Thuram, Calha e Barella, ora anche Zielinski dal lato interista; e dall’altra parte Lobotka e McTominay, Hojlund".


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