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Capello: "Derby d'Italia matto. L'Inter ha ritrovato in parte la squadra, ma deve recuperare la mentalità vincente"

di Christian Liotta

Partita matta. Così Fabio Capello definisce il derby d'Italia andato in scena ieri sera all'Allianz Stadium, vinto dalla Juve per 4-3 sull'Inter grazie ad una bordata di Vasilije Adzic al 91esimo. Capello che per la Gazzetta dello Sport analizza i vari spunti proposti dalla gara, partendo dalla questione legata ai portieri: "Si parla sempre di portieri che devono essere bravi a giocare con i piedi, che devono essere in grado di impostare il gioco. Ieri, invece, il mio amico Dino Zoff qualche dubbio l’avrà avuto guardando i suoi ex colleghi di Juventus e Inter. Guardiola adesso l’ha capito bene: c’è bisogno di un portiere che prima di tutto pari e che poi giochi. Il derby d’Italia ci ha divertiti, l’aspetto sorprendente è che la Juventus si era messa a giocare in difesa con un pullman piazzato davanti alla porta: ha confermato di avere una retroguardia molto valida e quindi su questa base si pensava che non fosse battibile. E invece è stata battuta prima con due tiri da fuori area e poi su gioco aereo. Peraltro si sfidavano due squadre forti sul gioco aereo ed entrambe hanno subito una rete di testa: insomma, sono state ribaltate tutte le analisi, tra difese forti poi battute e specialisti del gioco aereo che prendono gol così".

Sia la Juventus che l’Inter, a detta dell'ex CT dell'Inghilterra, restano in corsa per lo scudetto, "anche se i nerazzurri hanno giocato con un possesso palla troppo lento e hanno dimostrato ancora una volta che ancora gli manca il giocatore che cercavano, quello capace di saltare l’uomo. La Juventus ha invece dimostrato umiltà, ha lottato e si è sacrificata, con le sostituzioni di Tudor che hanno dato esiti positivi come d’altronde anche quelle di Cristian Chivu, bravi tutti e due in questo. Come sempre queste partite vengono poi decise da giocate che uno fatica anche solo a pensarle. Prendiamo come esempio il gol di Adzic: Sommer nemmeno si aspettava un tiro da quella parte, perché lui stoppa la palla, fa due passi e calcia senza far vedere che sta tirando, senza rincorsa, e così ruba il tempo al portiere. E pure il secondo gol di Hakan Calhanoglu, con quello stop di petto favoloso… Ieri sera abbiamo visto dei gesti tecnici che valeva la pena ammirare. In certi momenti la partita è stata noiosa, con tanto possesso palla, ma grazie a questi acuti ne è valsa davvero la pena guardare il derby d’Italia. Ecco, è stato un po’ come attendere l’acuto quando vai a sentire l’opera: ieri gli acuti sono arrivati con gol davvero di grande livello".

Capello chiude la sua analisi sui nerazzurri così: "All’Inter di Chivu manca l’uomo che dribbla, se non Federico Dimarco che può farlo grazie alla sua velocità e alla proprietà balistica. E chissà chi ha esultato ieri sera… Lilian Thuram è ancora juventino e i suoi due figli hanno segnato entrambi, anche se Marcus non ha esultato pur non essendo mai stato bianconero: a Torino ci ha solo abitato, proprio quando c’ero io ad allenare il padre. Nei nerazzurri Lautaro Martinez mi è sembrato stanco: ha dato quello che poteva dopo il volo transoceanico. Male i portieri, mentre si vedeva che Calhanoglu aveva dentro un po’ di rabbia con tutti quei tiri tentati. L’Inter in parte ha ritrovato la squadra, però Chivu si trova a ripartire quasi da zero, da due sconfitte. Mentre la Juventus ha capito che può puntare allo Scudetto, l’Inter deve assolutamente recuperare la mentalità vincente: già da martedì, visto che c’è subito la Champions League". 


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