.

Caressa: "Chivu bravo e intelligente. E in conferenza stampa sta anche diventando un po' parac..o"

di Christian Liotta

Denzel Dumfries, autore della doppietta decisiva nella gara vinta dall'Inter contro il Como, entra nella formazione ideale della 33esima giornata del campionato di Serie A stilata da Fabio Caressa dal proprio canale Youtube: "Quanto contino certe assenze lo si scopre quando i giocatori tornano. Ci si può abituare a Luis Henrique, con tutto il rispetto, ma Dumfries è tutta un'altra cosa. E non solo per i gol, ma proprio per la sua propensione in campo, per la fisicità, perché ti dà soluzioni diverse dal punto di vista realizzativo e della copertura, della forza fisica; insieme a Lautaro Martinez e Hakan Calhanoglu è l'uomo decisivo per l'Inter. Che ha patito tantissimo quando è mancato Lautaro e Dumfries non aveva raggiunto uno stato di forma fisica ottimo, e mancava anche Calhanoglu. Non è facile regalare tre uomini così, tutti quelli che hanno avuto infortuni li hanno pagati". L'ingresso anche di Marcus Thuram è l'occasione per ampliare maggiormente il discorso sulla squadra di Cristian Chivu: "In un'intervista ha detto che in doppia cifra ci arriva prima di solito. È un po' mancato anche lui, un po' per problemi fisici un po' per mancanza di cattiveria. Adesso però è tornato trascinante. Col Como hanno contato anche i cambi e qui parliamo di Chivu: in conferenza stampa ha cominciato con grande sincerità e a dare bei messaggi; i messaggi continua a darli ma ora è diventato anche un filino paraculo. Parla di Champions League perché si è un po' innervosito quando la pressione è stata messa tutta sull'Inter. In conferenza ha fatto una battuta, però obiettivamente questo vuol dire che l'Inter la pressione l'ha sentita e si è visto in certe partite. Poi se l'è scrollata di dosso battendo la Roma".

Caressa evidenzia un'altra qualità del tecnico nerazzurro: "Chivu è stato molto bravo: anche io ho avuto dubbi, non sull'uomo e nemmeno sull'allenatore perché aveva dimostrato di aver capito molto del ruolo a Parma, ma sulla poca abitudine ad allenare a certi livelli. Invece si è dimostrato quello che sapevo essere: un uomo di grande intelligenza, col quale è piacevolissimo parlare; che non si fa prendere dalle angosce e sta vincendo uno Scudetto che scontato non lo era per niente. Era partito dovendosi spiegare con parte della squadra, ma ha fatto molto bene. Altra considerazione: cosa sarebbe successo contro Roma e Como se l'Inter fosse stata nei quarti di Champions? A parte chi gioca in campionati dominati, chi gioca in tornei combattuti ha più difficoltà ad arrivare in fondo a tutto. Prendete l'Arsenal, che è in nettissimo calo; sembrava ingiocabile fino a qualche settimana fa. Reggere la fatica e lo stress di partite così importanti, con tutto il mondo che ti guarda, non è facile. Io non dico sia giusto fare delle scelte, nessuno le fa; però arrivare in fondo a tutte le competizioni e soprattutto vincere è molto difficile, e qui vanno dati i meriti a Simone Inzaghi". 


Altre notizie