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Champions, crollo italiano. Capello: "Tre chiavi per spiegare i ko. L'Inter? Mi ha sorpreso. E non ho capito Dimarco in panchina. Al ritorno..."

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Gazzetta dello Sport

La Gazzetta dello Sport ha intervistato Fabio Capello per commentare i tre ko delle italiane nel playoff Champions.

Come si spiega questo crollo delle italiane?
"Tre chiavi: forza fisica, velocità nel giocare il pallone, continuità di gioco. E vale per tutte: Inter, Juve, Atalanta. Quando il livello si alza, le italiane soffrono. Se su tre partite prendi 10 gol vuol dire che sta mancando anche l’abilità italiana nel difendere".

Un altro problema della Serie A è l’intensità?
"Certo. L’altra sera l’Inter si lamentava mentre il Bodo correva, qui c’è sempre la scusante del contatto, della spintina. Colpe da condividere tra i giocatori che simulano e gli arbitri che abboccano. Se io mi butto a terra e vengo premiato, significa che tutto viene concesso. E in Europa non funziona così".

Entriamo nel dettaglio: l’Inter?
"Se mi avessero detto che la partita contro i norvegesi sarebbe andata così, mai ci avrei creduto. Conoscevo le difficoltà che avrebbero comportato campo sintetico e freddo, ma sono rimasto sorpreso. Il Bodo già oggi è una squadra molto più sviluppata rispetto a quella che ha battuto il City: non ha permesso all’Inter di fare il suo solito gioco fatto di cambi di campo, aperture e Dimarco che crossa. I nerazzurri hanno bisogno di Federico, non mi spiego perché sia rimasto in panchina per tutta la partita. Forse Chivu preferisce puntare sul campionato piuttosto che sul doppio impegno, forse ha sottovalutato l’avversario, forse la squadra è rimasta influenzata dal caos montato dopo la sfida con la Juve".

Quante possibilità di rimonta ci sono?
"Al ritorno non ci sarà Lautaro Martinez: assenza che pesa, ma gli attaccanti in rosa non mancano. Anche in questo caso ho fiducia perché a San Siro l’Inter potrà giocare come sa. Bisogna fare attenzione al Bodo che di recente ha raccolto vittorie anche fuori casa, ma non è impossibile. Anzi, dico 50-50. Vorrei evitare un’altra “musata” contro dei norvegesi, dopo quella presa dall’Italia...".


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