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Como, ostacolo più alto nella strada per lo scudetto. Pur senza Lautaro, si tratta 'solo' di fare la differenza

di Egle Patanè

Nella gita fuori porta a Como la tensione non è esattamente da gita, "la squadra Fabregas è l’ostacolo più alto sulla strada dell’Inter per lo scudetto", sottolinea il Corriere dello Sport nell'edizione odierna, dove ricorda il doppio incrocio in 10 giorni tra stasera e quello del 21 aprile a San Siro. I comaschi saranno anche l’avversario della semifinale di Coppa Italia, "obiettivo bis della truppa di Chivu". E in poco più di una settimana i nerazzurri si giocheranno parecchio della loro stagione contro i cugini che dal canto loro sono in piena lotta per un posto in Champions, come altrettanto ghiotta sia la possibilità di sollevare un trofeo nella corsa alla Coppa Italia.

L’Inter si era rilanciata con il largo successo sulla Roma nello scorso turno: dopo qualche settimana di stenti e difficoltà la capolista ha sfoderato contro i giallorossi "nuovamente tutto il suo potenziale". Una "scintilla" tornata a riaccendersi anche grazie al ritorno dopo il lungo stop di Lautaro. Che però  si è fermato di nuovo. Il capitano salterà almeno 3 gare, il che vorrebbe dire entrambi i match col Como. Se l'assenza del Toro è da un lato una tegola, dall’altro è l’occasione per dimostrare di non essere totalmente Lautaro-dipendenti. "Ora le batterie si sono ricaricate e il resto del gruppo nerazzurro avrà la chance di ribadire il proprio valore". L'assenza dell'argentino non è difatti "l’unica variabile di cui tenere conto in vista della sfida con il Como".

L'Inter scenderà in campo al Sinigaglia poco dopo il triplice fischio del match al Tardini tra Parma e Napoli e in caso di successo dei campioni in carica, il sesto consecutivo, e il conseguente momentaneo vantaggio di soli +4 punti, farebbe inevitabilmente aumentare "la pressione sulle spalle degli uomini di Chivu. Che, in passato, non hanno tremato" anche se l’ultimo precedente, con la Fiorentina, non è stato favorevole. Ma quella era anche un'Inter in affanno e ora con il ritorno dei vari Calhanoglu e Dumfries "gli elementi decisivi non mancano: si tratta 'solo' di fare la differenza". 


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