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Galante: "Inter '98 contro Inter del Triplete finirebbe ai rigori. Con Simoni abbiamo vinto molto meno rispetto al nostro valore"

di Mattia Zangari

Fabio Galante si definisce 'fortunato' per aver potuto trasformare la sua passione per il calcio in un lavoro. "Da piccolo io volevo diventare famoso, volevo finire sulle figurine Panini, firmare gli autografi - ha raccontato l'ex difensore dell'Inter parlando a Dan Peterson per Radio TV Serie A -. Volevo fare il calciatore e quindi già per quello mi ritengo fortunato poi non mi lamento nemmeno per le altre cose. Ho avuto tutto dalla vita, ecco perché non sono mai triste o arrabbiato, anche perché sennò (indica il cielo ndr.) mi fa cascare un palo in testa e mi dice: 'Che cosa vuoi di più?'".  

A proposito di Inter, Galante racconta il suo amore per i nerazzurri che nasce da lontano: "L’Inter è la mia squadra del cuore perché mio papà era un grandissimo tifoso nerazzurro. L'altra squadra del cuore è il Torino perché il mio idolo era Ciccio Graziani. Mio papà mi diceva sempre di guardarlo perché era uno che giocava per la maglia e in quei 90 minuti dava tutto e io dovevo imparare da lui, a quel tempo il Toro era una grandissima squadra. Io alla fine ho avuto la fortuna di giocare con entrambe".

Galante, poi, ricorda il suo vissuto con la maglia dell'Inter: "Moratti lo diceva sempre che la squadra che gli è rimasta di più nel cuore (anche più di quella del 2010) è quell’Inter del ’98 che vinse la Coppa Uefa. Era una squadra piena di campioni tra cui ovviamente Ronaldo il Fenomeno, un campione sia dentro che fuori dal campo. Ho avuto infatti la fortuna di frequentarlo anche fuori dal terreno di gioco e posso dire che era una persona dolcissima, disponibile, che amava la compagnia e divertirsi. Era veramente un ragazzo perbene e io ho passato con lui tantissimi momenti. Con il pallone era qualcosa di incredibile: faceva delle cose ad una velocità impressionante, fortunatamente in allenamento non dovevo marcarlo troppo perché dicevo sempre al mister che doveva mettermi in squadra con lui (ride n.d.r.). Secondo me in allenamento non si impegnava nemmeno troppo ma la domenica faceva delle robe incredibili. Mi ricordo tantissime sue azioni palla al piede ad una velocità tale che i difensori non sapevano proprio cosa fare. Io non ho giocato con Maradona, e non è facile dire chi dei due fosse il migliore, ma con Ronaldo partivamo già in vantaggio per uno a zero”.

Infine, Galante ripensa al suo legame con Gigi Simoni, suo tecnico ai tempi dell'Inter nel 1998: "Era il mister della squadra del ’98, un gruppo fantastico e lui era il padre di tutti noi. Una persona fantastica, umile, amata da tutti dovunque abbia allenato. Con lui era davvero impossibile arrabbiarsi. Quando si parla di quella squadra tutt’ora Gigi viene sempre ricordato, secondo me abbiamo vinto molto meno rispetto alla bravura e al valore dei giocatori. Chi meglio tra noi e l’Inter del Triplete? Sicuramente sarebbe stata una bellissima partita, due squadre fatte di grandissime campioni, io credo che si deciderebbe ai rigori. Noi non abbiamo fatto il Triplete o vinto campionati ma eravamo un bel gruppo, una squadra tosta, compatta, difficile da affrontare... Quelli del triplete avrebbero fatto un po’ di fatica a batterci. Non voglio assolutamente togliere nulla al calcio di adesso che mi piace molto e lo guardo spesso ma se penso agli anni ’90 e ai primi 2000, squadre come Genoa, Livorno o Torino allora erano in lotta per non retrocedere tanto era alto il livello, oggi invece sarebbero a metà classifica". 


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