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Giulini: "Pio Esposito, che rimpianto. Seba un leader, può restare. E su Caprile e Palestra..."

di Antonio Di Chiara

Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, è pronto per tornare questa sera a San Siro per la sfida tra l'Inter e i sardi. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport passa attraverso vecchi ricordi ("Inter-Cagliari 1-4, tripletta di Ekdal. Era il mio primo anno di presidenza") e discorsi di mercato, tra i quali spiccano anche dei rimpianti.

"I miei doli interisti? Per mio papà Rummenigge. Per me Zenga. Che poi ho preso come allenatore. Dopo la salvezza non ricominciai con lui. Forse fu un errore", afferma Giulini. Tra i leader di oggi c'è un ex interista come Sebastiano Esposito, fratello dell'omonimo centravanti nerazzurro. "Pio stavo per prenderlo. È il mio rimpianto, un rammarico. Due estati fa il ds Bonato e il tecnico Nicola mi dissero: "Prima la certezza". Era Piccoli. "Poi la scommessa". Li volevo tutti e due ma, dopo Piccoli, Pio si era già accasato a Spezia. Seba tecnicamente è divino, sta trovando continuità nei gol. Non vale meno di Piccoli, potrebbe restare".

In vetrina ci sono diversi gioielli, uno (Palestra) non è però di proprietà dei sardi. "Caprile? Vale tanto. Farà una grande carriera. Non è scontato che vada via. Come Esposito. Palestra? Un motivo di grande orgoglio. Sta dimostrando di poter fare una carriera simile a quella di Barella. Non è scontato quando sei in prestito secco non tirare indietro la gamba".


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