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Hazard svela: "Moratti mi faceva tanti complimenti, ma io avevo altri desideri. Mourinho il migliore. L'Inter? È da 5 anni la più forte d'Italia"

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Gazzetta dello Sport

La Gazzetta dello Sport racconta di quando Angelomario Moratti, figlio di Massimo, consigliava caldamente al padre l'acquisto di Eden Hazard. Era il 2011, all'Inter serviva il sostituto di Sneijder e il belga era la stella del Lille. Non se ne fece nulla. Oggi proprio l'ex Chelsea e Real ne parla alla rosea.

È mai stato vicino a giocare nella nostra Serie A?
"A dire il vero... no. Moratti mi faceva tanti complimenti, però io ho sempre sognato di giocare in Premier League e nel Real Madrid e, fortunatamente, ci sono riuscito. E poi vi svelo un segreto: da bambino tifavo Milan e poche ore fa ho conosciuto Galliani. Ha detto che mi vedeva bene nel Milan di Berlusconi, ma anche loro non si sono mai fatti avanti...".

Da Sarri ad Ancelotti, nella sua carriera ha avuto svariati allenatori italiani...
"È vero, con loro ho vinto molto. Tra me e Sarri si era creato un rapporto speciale, credo che la sua idea di calcio sia molto vicina alla mia. Ogni tanto, però, gli dicevo che i suoi allenamenti erano noiosi. Non è una critica, anche perché i risultati danno ragione a lui, così come a Conte. Antonio era incredibile, ci faceva fare un’infinità di ripetizioni...".

Chi è il migliore con il quale ha lavorato?
"Non è italiano, ma lo conoscete bene: Mourinho, un comunicatore straordinario. Il modo in cui ragiona e trasmette i suoi pensieri ai calciatori è strepitoso".

Torniamo a Conte: oggi allena i suoi amici e connazionali Lukaku e De Bruyne.
"Un tempo guardavo molto di più la Serie A, non volevo perdermi le giocate di Mertens e Nainggolan. Adesso un po’ meno, però sono curioso di rivedere Kevin al rientro dall’infortunio. Con Conte si possono divertire, ma negli ultimi cinque anni l’Inter ha dimostrato di essere la squadra più forte d’Italia".

I nerazzurri sono i favoriti per lo scudetto?
"Sì, anche se da un momento all’altro possono cambiare tante cose. La Juventus è in ripresa, il Napoli ha qualità. Chivu, però, può fare bene anche in Champions League. Se raggiungi due finali in tre anni, non è certo un caso. I dirigenti sono competenti, i calciatori sono forti e il pubblico di San Siro fa la differenza".


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