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CdS - Flop Champions: un ciclo sembra ormai essersi concluso. L'Inter ora ha bisogno di Oaktree per ripartire ed evitare uno scenario tremendo

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Corriere dello Sport

L'Inter esce con il Bodo e la sensazione - secondo il Corsport - è che almeno in Europa si sia concluso un ciclo. "Molteplici le ragioni. A cominciare dal fatto che c’è un zoccolo duro che tira il gruppo da diversi anni e che qualcuno ha inevitabilmente esaurito le energie atletiche e anche mentali - si legge -. Inoltre, i rinforzi arrivati negli ultimi mesi, al di là di qualche eccezione (Akanji su su tutti), devono ancora raggiungere un determinato livello. E non è nemmeno scontato che ce la facciano. A questo punto diventa fondamentale rendersi conto di questa realtà, che non muterà con lo scudetto e magari anche la Coppa Italia. L’Inter resta la formazione più forte del nostro campionato o quella che ha saputo affrontarlo nel modo più giusto, ovvero privilegiando la continuità. Come certificato dalle 13 vittorie nelle ultime 14 giornate che però non hanno trovato riscontro anche in Champions. Significa che serve di più. E, inevitabilmente, in questo senso, la palla passa a Oaktree".

Insomma, sul banco degli imputati finisce la proprietà: sta a essa rinforzare la rosa e aumentare la competitività in chiave europea. Anche perché la solidità finanziaria raggiunta solo di recente è arrivata proprio grazie al percorso in Champions nei 4 anni di Inzaghi. Ma ora servono ricambi. " Tradotto: occorrono investimenti di un certo tipo. Chiaro che l’Inter non potrà mai entrare in concorrenza con Real, Liverpool, City o Arsenal. Alzare l’asticella, però, è possibile - spiega il CdS -. Anche perché solo rinforzando la squadra si può pensare di tornare a fare più strada in Champions. E avanzando in Europa aumentano i ricavi. Certo ci vuole abilità nelle scelte e pure capacità nell’individuare chi sacrificare. Perché il player-trading resta fondamentale per ottenere risorse supplementari da investire. In ogni caso, solo attraverso questo schema può essere avviato un nuovo circolo virtuoso sia dal punto di vista sportivo sia da quello economico. Altrimenti, il rischio è quello di tornare a navigare a vista, se non in Italia, sicuramente in Europa".


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