GdS - Caschetto e sigaretta: i simboli di come Chivu ha ribaltato l'Inter
Il percorso ma anche la filosofia e il lavoro applicati e svolti da Cristian Chivu nel quasi un anno alla guida dei campioni d'Italia è ben sintetizzata nella metafora della sigaretta utilizzata ad hoc con semplice quanto efficace arte metaforica dalla Gazzetta dello Sport nello spazio dedicato all'Inter sulle pagine dell'edizione odierna.
"Tutto brucia, tutto finisce. La sconfitta e la vittoria, le lacrime e la gioia" come d'altronde "la vecchia cara 'siga' - si legge sulla Rosea -, amica fedele che spunta lontano da telecamere e microfoni, metafora perfetta sin dall’alba di stagione" di Cristian Chivu che nei suoi undici mesi da allenatore dell'Inter "ha rovesciato il destino convincendo i suoi che ogni dolore e ogni pensiero superfluo devono diventare presto fumo ed evaporare in fretta". Dalla stanza di albergo di Charlotte, dove il tecnico romeno "lo ha spiegato con stile schietto da europeo dell’est: in campo e nella vita bisogna rivolgere lo sguardo avanti, mai indietro". "Adesso lo ammettono tutti", Gazza compresa, ma "il trionfo è cominciato proprio con il patto di Charlotte". Chivu ha questo doblete ricordando "la sua storia personale: tutti hanno capito che il caschetto, è solo un simbolo". Un modo per dire, tutto si supera: e nessuno più di lui può esserne prova vivente. Le pagine scritte dopo lo scossone di Charlotte sono note ma i sorrisi di oggi sono cominciati da un percorso lento che è cominciato con un ottimismo e una convinzione tornati piano piano, ma cominciati con l'abbraccio pre-vacanze tra Thuram e Lautaro, prima di quello tra il capitano e Calhanoglu, arrivato dopo la pausa estiva.
Il cambiamento sul campo è stato graduale e mai in netta rottura con le certezze del passato: più aggressività seppur restando al vecchio 3-5-2 e nulla è mai stato messo in discussione neppure dopo le prime brutte uscite di campionato: "Nessuno sembrava allarmarsi, nonostante la classifica - si legge -. Era solo un momento, breve, intenso, ma rapidissimo: è durato una sigaretta, appunto". Chivu ha tentato di allontanare il pessimismo, eliminandolo da dentro partendo dalla cancellazione della parola "alibi", nello spogliatoio e anche ai microfoni, neppure dopo i pesanti infortuni come quello di Dumfries o Calhanoglu, tantomeno nelle 11 partite senza Lautaro. "Il tecnico ha cercato di sfogliare l’intera margherita, ricordando all’esterno che l’età è soltanto un numero" e "la negatività non ha bucato i muri della Pinetina neanche quando qualcosa è andato storto" come nel caso della Supercoppa o in Champions col doppio ko col Bodo. Il mantra del "nessun dramma" ripetuto dal mister però ha fatto effetto anche dopo la crisi Bastoni, stanata "dall’unità di crisi romena". La polemica è sparita qualche giorno fa con la matematica, "ma anche l’euforia non sarà eterna: per l’allenatore con la sigaretta brucia alla stessa velocità. In fondo, basta avere sempre con sé un nuovo pacchetto e altri obiettivi da accendere".