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GdS - Caso Rocchi, lo stupore dell'Inter: la società non parla. Possibile silenzio anche a Torino

di Egle Patanè

L’Inter, in piena corsa scudetto, ha vissuto una giornata di classica vigilia di partita, fino a un certo punto. Nel bel mezzo del viaggio verso Torino, una notizia ha spezzato la routine: l'inchiesta su Gianluca Rocchi. Il designatore arbitrale è accusato di frode sportiva di favoreggiamento di arbitri proprio all'Inter. Vicenda che risale alla scorsa stagione e che, con un timing perfetto, getta sui nerazzurri ombre che rischiano di "macchiare la corsa al 21esimo scudetto", "quella della grande delusione e degli zero titoli portati a casa nella coda dell’epoca Inzaghi: proprio da questa circostanza temporale nasce la meraviglia del club, spiazzato dalla vicenda, quasi incredulo" scrive la Gazzetta dello Sport. I fatti contestati riguardano partite come Bologna-Inter 1-0 e Inter-Milan 0-3, che hanno compromesso la stagione interista, eliminando la squadra dalla Coppa Italia e dai sogni di Triplete, finito poi tragicamente.

Dopo ore di confronti e riunioni con la proprietà americana, l’Inter ha deciso di non "produrre dichiarazioni ufficiali da dare in pasto ai media" e anche oggi allo stadio granata "non dovrebbero esserci interviste di alcun dirigente, anche perché i tempi non vengono considerati ancora maturi per pronunciarsi. Informalmente, però, il club è decisamente allibito per la slavina in atto, ma nello stesso tempo si definisce tranquillo per lo svolgimento dei prossimi giorni: nessun tesserato ha, infatti, ricevuto alcun avviso di garanzia". I dubbi nerazzurri riguardano alcuni punti chiave dell’inchiesta, come la presunta riunione "top secret" a San Siro durante la semifinale di Coppa Italia del 2 aprile, occasione in cui sarebbe stato "'concordato' l’arbitro per il match di Bologna del 20 e per il ritorno di Coppa con il Milan il 23". Inoltre, è strano pensare che lo stesso Doveri fosse stato "sgradito ai nerazzurri, ma poi scelto per il derby di Coppa (perso in casa), così da escludere una sua partecipazione nell'eventuale finale di Coppa contro una tra Bologna ed Empoli" e da alcune partite di campionato. Doveri aveva già arbitrato tre partite nerazzurre, tra cui Napoli-Inter un mese prima, "con un presunto rigore negato a Dumfries che aveva fatto infuriare i tifosi" e curiosamente ha arbitrato anche la partita di campionato tre giorni dopo l’andata di semifinale di Coppa Italia contro il Milan. Il 5 aprile, data funesta per Inzaghi, l’Inter a Parma subì la rimonta di Chivu, da 0-2 a 2-2.

E dopo le sopraccitate gare, Doveri ha diretto altre quattro partite nerazzurre, con due vittorie e due sconfitte: 2-2 contro il Napoli e ko nel derby di ritorno con gol di Estupinan. Andrea Colombo, arbitro, da quanto emerge, considerato 'gradito', era già stato designato per Bologna-Inter del 20 aprile, che non ha lasciato un lieto ricordo pasquale agli interisti, "soprattutto nel recupero arroventato al Dall’Ara" con "la rimessa di Miranda, spostata di una decina di metri avanti" che "aveva spalancato la sforbiciata ammazza-campionato di Orsolini". Prima di quel giorno, "Colombo aveva arbitrato l’Inter cinque volte" ricorda la Rosea e in casa nerazzurra "non è sfuggito anche un altro preciso passo nella lettera di Domenico Rocca" in cui denuncia "'l’arbitro Gervasoni, supervisore di giornata" che nel caso di Inter-Roma del 27 aprile, "non 'bussa' ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto a favore dell’Inter, errore grave che molto probabilmente determinerà la perdita del campionato a favore del Napoli".

"Il caso in questione è andato di traverso alla squadra di Inzaghi e ancora oggi fa rimuginare il tifoso medio nerazzurro, anche per colpa di un audio Var a lungo sparito. Quel match arrivava esattamente sette giorni dopo Bologna-Inter e quattro giorni dopo Inter-Milan di Coppa Italia. Fu una settimana tra le meno felici di questi anni: tre sconfitte consecutive e tanti saluti a una stagione di gloria".


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