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GdS - L'Inter tenta la vera fuga. Con Dimarco superstar fa sei gol al Pisa ma poteva farne dieci

di Egle Patanè

"In attesa di Roma-Milan e Juve-Napoli di domani, l'Inter ha scollinato quota 50, è salita a 52 punti. Oggi è a più sei sul Milan e a più 9 sul Napoli, domani sera si vedrà, ma c’è la possibilità che in questa giornata l’Inter tenti la fuga vera". È questa l'apertura dell'edizione odierna della Gazzetta dello Sport che focalizza il suo primo piano sulla capolista. 

"Gilardino ha studiato qualcosa per la fase offensiva: ha dislocato tra le linee Moreo, bravissimo a muoversi nell’ombra e a emergere dal nulla al momento giusto. L’Inter ha agevolato l’avversario con un atteggiamento molle, come ha dimostrato il primo gol pisano" quando a sbagliare sono prima Mkhitaryan, poi soprattutto Sommer, "un tocco fuori misura con cui ha preso Zielinski in controtempo" e sul quale si è scaraventato proprio Moreo con un "pallonettone da lontano. Poco dopo, il 2-0 del Pisa ha confermato come l’Inter non ci fosse con la mente". Da corner ancora il numero 32 degli ospiti si libera da ogni marcatura e di testa supera ancora l'estremo difensore elvetico, in ritardo. "Inutile negare l’evidenza - tuona la Rosea -, l’Inter ha due problemi: il portiere, non più sicuro, e Luis Henrique". Chivu cambia la partita con una mossa impopolare e al 34esimo sostituisce il numero 11 e inserisce Dimarco, sposta Carlos Augusto a destra e "l’Inter è ritornata a risplendere". Mai scelta fu più azzeccata: l’esterno italiano è la "superstar" del match. "Grazie a un suo tiro, respinto da Scuffet, Zielinski ha calciato verso la porta e la palla è incocciata nel braccio largo di Tramoni. Rigore" e 1-2 firmato dallo stesso ex Napoli. Ancora il 32 di casa pennella "il traversone per l’impetuoso 2-2 di Lautaro, irruento e implacabile nel colpire di testa" e poco prima dell’intervallo è sempre lui ad avviare l’azione del 3-2: "passaggio a Lautaro, smistamento a Bastoni, cross e altra incornata potente sotto la traversa di Pio Esposito". 

Nella ripresa, l'Inter si divora di tutto tenendo vivo il Pisa troppo a lungo. Le occasioni sprecate sono "una quantità industriale" e se alla fine il tabellino registra un 6-2 definitivo, "i gol nerazzurri potevano essere dieci". Al 75esimo "Gilardino è passato a un 3-4-1-2" e su corner Canestrelli ha inzuccato una palla di forza andata alta non di molto. Ed è quello il momento in cui "l’Inter ha compreso che il 4-2 era un’urgenza" e il gol "della sicurezza" nasce da una giocata da biliardo del pluricitato Dimarco che con un sinistro al volo spedisce in buca un cross di Thuram, carambolato prima tra i due pali. Sul 4-2 il Pisa ha ceduto c'è spazio per l'esultanza di Bonny, "a segno con un’azione personale su un invito nello spazio dell’onnipresente Dimarco", e di Mkhitaryan che fa 6-2 "a due passi dalla porta su “torre” di Bisseck, successivo a corner calciato, indovinate un po’ da chi, ma sì, “semper lù”, come si dice a Milano". 


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