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Il Corsport si mette dalla parte di Bastoni: "In azzurro ha compiuto il suo dovere fino in fondo". Ma il continuo rimando alla partita con la Juve...  

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Corriere dello Sport

Oggi, sul Corriere dello Sport, trova spazio un articolo di Cristiano Gatti dal titolo "Dalla parte di Bastoni". Un pezzo che si propone di difendere il difensore dell'Inter dagli attacchi sgangherati, maleducati e, purtroppo, anche criminali di quest'ultimo periodo. Ne riportiamo alcuni passaggi. 

"So di suonare fuori dallo spartito, ma anche se il lavoro è sporco qualcuno lo deve pur fare. Mi immolo volentieri e vado alla questione: trovo doveroso spendere una parola per difendere Bastoni. Non tutto Bastoni, mai più quello della memorabile simulazione con annessa carognata dell’esultanza, eccetera eccetera. Quello ha raccolto quanto ha seminato e non c’è niente che possa sbianchettare l’impresa. Eppure temo che proprio quella serata a San Siro serva ormai per giustiziarlo a prescindere, ogni volta e comunque, anche quando non lo merita. Così voglio dire: anche se il tribunale del popolo, degli scribi e dei farisei, l’ha crocefisso per il rosso in Bosnia, anche se da giorni leggiamo e sentiamo anatemi contro di lui, stavolta Bastoni è innocente. Quella sera Bastoni ha semplicemente fatto ciò che qualsiasi difensore vero, compresi i suoi avi mondiali Gentile e Cannavaro, Materazzi e Collovati, avrebbero fatto. L’attaccante lanciato a rete (da un precedente errore, non di Bastoni), impone una scelta rapida: o l’accompagni amabilmente al gol, o tenti l’intervento della disperazione. Ecco, così definirei lo scandaloso “reato” di Bastoni: ha doverosamente tentato l’intervento della disperazione. Sappiamo tutti come può finire un tackle simile: in un’apoteosi se si riesce a prendere la palla, in un cartellino rosso se per questione di centimetri si prende l’avversario. La due è toccata a Bastoni. Però questa non può diventare una colpa imperdonabile, messa sullo stesso piano della fesseria di San Siro con la Juve. Se tutte sono fesserie, niente è più fesseria. Invece è il caso di essere critici e rigorosi, almeno un minimo: quella resta una colossale fesseria, questa è da applausi. Sì, stavolta Bastoni ha compiuto il suo dovere fino in fondo, da difensore perfetto: che poi sia finita male fa parte del gioco, ma del gioco di chi ci prova e di chi rischia, non di quelli che si astengono per evitare la brutta figura personale. Diciamola tutta: Bastoni in quel momento si è dimostrato azzurro vero, azzurro generoso e determinato"

Bastoni è diventato, suo malgrado, il bersaglio dell'Italia malsana, quella che guarda al calcio solo per vomitare il proprio malessere e dare sfogo alle proprie frustrazioni. L'essere una colonna dell'Inter, in tal senso, non è altro che una colpa in più, come si può ben comprendere dal tenore degli insulti e dalla "parte" dalla quale questi arrivano. Anche il continuo rimando alla simulazione contro la Juve appare sguaiato e totalmente ipocrita: sarebbe bello osservare identica indignazione per ogni atto simile compiuto in Serie A, da anni ormai fucina di simulatori seriali.   


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