.

Inzaghi: "Lusingato dalle voci sull'Italia, ma sto bene all'Al Hilal. Non ho lasciato l'Inter per soldi, ecco perché l'ho fatto"

di Egle Patanè

"Nostalgia? Ti assicuro di no: qui vivo non bene, ma di più". Parola di Simone Inzaghi che a quasi un anno dall'addio all'Inter non ha rimpianti e al contrario alla Libertà di Piacenza racconta: "In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio".

Davvero non ti manca l’Italia? O meglio: non ti manca il calcio italiano?
"Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà molto presto. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi".

Dicono soprattutto per i soldi.
"Sbagliato. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio, ma a spingermi qui sono state altre considerazioni. Non avevo bisogno di denaro, per fortuna".

Ad esempio?
"La voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale (uno scudetto, tre Supercoppe, due Coppe Italia, due finali Champions, ndr), ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante".

Qualche giornale italiano, uno in particolare, ha fatto il tuo nome come possibile sostituto di Gattuso.
"Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal".


Altre notizie