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Klinsmann: "Ecco cosa può insegnare Inter-Aston Villa. Bodo/Glimt squadra forte, l'asse italiano dovrà alzare il livello. E su Pio Esposito..."

di Alessandro Cavasinni
Fonte: Gazzetta dello Sport

Era la Coppa Uefa 90/91 quando l'Inter, dopo aver subito un secco 0-2 a Birmingham, rimontò l'Aston Villa a San Siro: 3-0 con i gol di Klinsmann, Berti e Bianchi. Proprio il tedesco ricorda alla Gazzetta dello Sport quel match storico: "È una delle partite che non dimenticherò mai, la rimonta più grande della mia carriera".

Klinsmann, cos’altro le è rimasto nel cuore di quel secondo turno di Uefa.
"Dopo l’andata nessuno pensava di non farcela, anzi eravamo tutti convinti. Si parte sempre da lì, dall’ottimismo che ti convince di poter fare grandi cose. Il resto del merito lo ha avuto lo stadio perché c’era un’atmosfera semplicemente incredibile. È stata una delle partite con più energia che abbia mai visto: ancora oggi mi ricordo le bandierine con scritto Inter che la gente sventolava".

Cosa può insegnare quella partita nel tentativo di rimonta contro il Bodo?
"Insegna che serve avere pazienza e non è necessario segnare subito tutti i gol necessari. Io l’avevo messa dentro presto, ma per il 2-0 di Nicolino (Berti, ndr) abbiamo dovuto aspettare metà secondo tempo. Poi, dopo un po’, è arrivato un gol favoloso di Sandrino (Alessandro Bianchi, ndr) su cross di Pizzi che, forse, aveva superato la linea di fondo. Il boato è stato incredibile".

I norvegesi saranno intimoriti dall’ambiente?
"L’errore più grande è trattarli come principianti: non saranno intimoriti perché sono ormai un’ottima squadra con dimensione europea. E non sono forti solo in casa, ma hanno qualità per metterti in difficoltà anche a Milano: bisognerà attaccare tanto, ma senza scoprirsi perché sanno castigarti alla prima occasione".

In casa Inter l’assenza di Lautaro lancerà definitivamente in orbita Pio Esposito?
"Pio è già lanciato, indipendentemente dal ruolo che avrà fino a fine stagione. Che entri in corsa o giochi dall’inizio, questo ragazzo ha fatto capire di che pasta sia fatto. Possiamo sperare che sia lui l’uomo del destino e della qualificazione, ma speriamo soprattutto che possa crescere ancora: finalmente un italiano così forte subito in campo. L'asse italiano Barella-Bastoni-Dimarco stasera dovrà alzare il livello e trascinare".

Basterebbe lo scudetto, che pare vicino, per cancellare dalla testa un’eventuale eliminazione ai playoff contro il Bodo Glimt?
"Per me, no. Un campionato da vincere è sempre bello, soprattutto se metti dietro il Milan, ma credo che il popolo nerazzurro si meriti il sogno Champions. Dopo due finali in tre anni, uscire così presto sarebbe un’autentica delusione che resterebbe, a prescindere da tutto. Ma io penso positivo, anzi ci credo proprio: si può vivere un’altra notte magica come la nostra del 1990".


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