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Lautaro: "Lo Scudetto chiude la ferita dello scorso anno. Adesso vogliamo il Doblete"

di Christian Liotta

A tutto Lautaro Martinez. Il capitano nerazzurro parla insieme a Marcus Thuram in un'intervista doppia che rientra nello speciale di Sky Sport dedicato al ventunesimo Scudetto dell'Inter. Tra domande serie e altre più curiose, i due raccontano tante cose della stagione, delle ambizioni future e anche della loro simbiosi in campo e fuori.

Chi si sveglia prima?
"Io"

Chi tira più forte?
"Io".

Chi è più veloce?
"Marcus".

Chi prende più multe per i ritardi?
"Lui".

Chi è più forte di testa?
"Io".

Chi si veste più alla moda?
Qui è Thuram che interviene: "Quando sono arrivato vestiva strano, ora è migliorato tantissimo".

Chi guida meglio?
"Io". Thuram precisa: "Ho la patente ma non guido".  

Chi mangia più sano?
"Io".

Chi vince il Mondiale?
"Io". 

Quando avete cominciato a sentire profumo di Scudetto?
"Se devo dire un momento, credo dopo l'ultima sosta. È stato un momento chiave anche per noi come gruppo, sentivamo di essere un po' in difficoltà. Lì ci siamo detti tante cose dure ma che ci sono servite tanto e che in queste ultime partite ci hanno fatto fare un passo in avanti molto importante come gruppo. C'è gente che ha tirato fuori tanto di quello che non riusciva a fare, questo mi dà tanta soddisfazione e tanto orgoglio di giocare con loro. Tanti ragazzi hanno sofferto con le loro Nazionali, abbiamo dato un segnale importante a noi stessi come gruppo al campionato che fin lì era molto equilibrato".

Qual è la cosa che vi lega di più?
"Siamo molto diversi come personalità e questo ci fa andare tanto d'accordo. Poi lui è felice, scherza tanto, nei momenti di adrenalina riesce ad equilibrare le cose. Poi come giocatore lo vediamo tutti i giorni, ma la forza del gruppo fa chiudere il cerchio per arrivare ai traguardi. In campo diamo sempre il massimo, ognuno ha le sue caratteristiche quindi cerchiamo di dividere il lavoro. Parliamo spesso anche per messaggio, lo ringrazio perché dal giorno che è arrivato parla una lingua che capisco e questo mi ha aiutato. Poi si comporta così con tutti, a volte tiene i ragazzi sempre belli contenti".

Lo Scudetto chiude la ferita dell'anno scorso?
"Penso di sì. Dico sempre che le sconfitte sono parte di una carriera, di un periodo. A volte ti lasciano più di una vittoria, penso che siamo cresciuti molto come squadra con un mister che ci ha aiutato molto. Questa vittoria chiude quello che abbiamo sofferto".

Come avete superato le tensioni estive?
"Siamo uomini, siamo dentro lo spogliatoio da tanto tempo. Sentivo di dire quelle cose in quel momento, ma oggi è il passato. Con Hakan Calhanoglu e gli altri ho un rapporto da 100 punti, il gruppo è la cosa più importante. Quando si dicono certe cose è importante per arrivare ai traguardi. Sono contento che siamo riusciti ad arrivare a questo obiettivo molto importante". 

Quanto sarebbe bello vincere il Doblete?
"Ha un significato molto importante perché manca da tanto tempo. Vogliamo che la Coppa ritorni a casa anche per finire la stagione nella maniera che abbiamo sognato in quest'ultimo periodo, trovando difficoltà insieme dalle quali però siamo sempre usciti. Abbiamo la possibilità di prendere il secondo trofeo, sarà difficile ma cercheremo di portarlo a casa con tutte le nostre forze".

Sarà l'Inter il tuo unico club europeo?
"Sono molto felice qui, per tutto quello che ho creato con tanto sacrificio e lavoro. Insieme alla mia famiglia ho creato la mia seconda casa qui. Ho un contratto molto lungo, penso solo all'Inter, la mia famiglia è felicissima qui a Milano e non ho motivi per pensare ad altre parti. Penso solo ad alzare trofei qui e a fare gol". 

A chi dedicate questo Scudetto?
"Come dico sempre, lo dedico alla mia famiglia. Dal giorno uno che ho deciso di fare il calciatore mi è sempre stata dietro e mi sostiene ogni giorno. Poi ai miei figli che mi hanno cambiato la vita. Quando le cose vanno bene è facile, quando le cose vanno meno bene la famiglia è sempre dietro".


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