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Le carte della VAS sul nuovo San Siro: pronto nel 2031/32, ci sono tre nodi

di Stefano Bertocchi

La Stadio San Siro Spa, società partecipata da Inter e Milan che gestisce il progetto del nuovo stadio milanese, ha depositato oltre 400 pagine di documenti per avviare la Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Questi documenti, visionati e pubblicati da Calcio e Finanza, si concentrano principalmente sugli aspetti ambientali del progetto, in attesa delle risposte da parte degli enti e dei soggetti coinvolti nella valutazione nel procedimento avviato dalla Regione Lombardia. Uno degli aspetti principali riguarda la data della realizzazione dell'impianto: l'obiettivo indicato come realistico dai due club è individuato nella stagione 2031/32 (con l'Europeo sullo sfondo). I tre nodi da sciogliere riguardano invece bonifiche, amianto e geotermia, dove le carte evidenziano delle criticità.

"In merito allo scenario temporale, lo Stralcio 1 ha come obiettivo aprire lo stadio entro la stagione 2031-2032 possibilmente compatibile con gli Europei 2032 - si legge nella documentazione -. A seguire è prevista la demolizione dello stadio Meazza, per poi procedere alla realizzazione dello stralcio 2, che pertanto ha uno scenario temporale di medio lungo periodo.

Lo Stralcio 2 riguarda invece la parte immobiliare e la rifunzionalizzazione del Meazza conservato, che le carte collocano indicativamente cinque anni dopo l’approvazione del Piano Attuativo. "La proposta per il Meazza si fonda sul principio del riuso adattivo della struttura esistente, attraverso un processo articolato in fasi progressive - viene ricordato nei documenti -. In primo luogo, viene mantenuta una porzione significativa dell’impianto, riportando la struttura alla sua ossatura portante. La rimozione delle gradinate e dei livelli di distribuzione consente di valorizzare gli elementi strutturali caratterizzanti, quali le travi principali, i pilastri verticali e le rampe esterne, restituendo leggibilità all’architettura originaria. Successivamente, all’interno della struttura conservata, verranno inseriti nuovi livelli leggeri, compatibili con lo schema statico esistente. I nuovi solai si integrano con le grandi travi strutturali, consentendo una riconfigurazione funzionale senza alterare il carattere architettonico dell’edificio. Percorsi esterni e collegamenti verticali garantiranno accessibilità e continuità tra i diversi livelli. Le nuove superfici potranno accogliere funzioni ricettive e/o di ospitalità, con ambienti affacciati verso l’esterno e spazi comuni integrati nella struttura esistente. La copertura potrà essere trasformata in spazio verde fruibile, mentre il piano terra potrebbe ospitare servizi e funzioni aperte al pubblico, contribuendo alla qualità dello spazio urbano circostante".

Osservando le firme sui documenti, emerge un altro aspetto interessante: il nuovo San Siro non è frutto solo del lavoro di Foster + Partners.  Sebbene l’attenzione del pubblico si sia concentrata sulle archistar, gli allegati rivelano una macchina progettuale molto più ampia e profondamente italiana: SCE Project si occupa di architettura esecutiva e strutture, Systematica di mobilità e parcheggi, Manens di impianti e sostenibilità, Airis di consulenza ambientale per VAS e VIA, Alpina di infrastrutture viarie, Stid di geologia e geotecnica, e AG&P del disegno del paesaggio. Tra i consulenti figura anche l’architetto Luca Mangoni, un professionista di fama e volto noto dell’universo di Elio e le Storie Tese.


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