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Marotta a Sky: "Cercheremo innesti giovani, ma solo con quelli non si vince"

di Niccolò Anfosso

Beppe Marotta, presidente dell'Inter, ha parlato a Sky Sport dopo la vittoria del tricolore: "Le emozioni sono tantissime perché vincere il titolo da presidente è qualcosa di unico e straordinario. Tra poco ricorre la scomparsa di Ernesto Pellegrini, ma voglio ricordare i Moratti, Facchetti, Zhang e tutti i presidenti che sono stati una fonte d'ispirazione per me e per tutti. Questo Scudetto va dedicato ai tifosi, alla proprietà che ci ha dato la possibilità di lavorare con grande tranquillità. Ma è lo Scudetto soprattutto di Chivu e della squadra".

Avete fatto una grande impresa. Quanto è prezioso il lavoro della società?
"E' un complemento. L'allenatore è il leader della squadra e dobbiamo supportarlo sempre. Sono contrario agli esoneri in fieri; spesso agli allenatori vengono attribuite responsabilità che non hanno. All'inizio siamo partiti così così ma le prestazioni c'erano. La nostra prerogativa è stato il coraggio di puntare su un allenatore che ha dimostrato coi fatti di esser bravo. Lui nell'Inter ha vinto il Triplete, ha vinto da tecnico in Primavera. Il coraggio di puntare su di lui è stato facilitato dalla proprietà che ha recepito le nostre indicazioni".

Gli interventi estivi quale base avranno?
"Quest'anno abbiamo iniziato a investire su qualche giovane. Nella stagione che verrà cercheremo innesti giovani. Ma coi giovani non si vince e serve un giusto mix. Se cerchi giocatori esperti con cultura della vittoria, ecco che il mix diventa importante. E' il nostro obiettivo, così come quello di prendere giocatori italiani".

Inchiesta arbitri: quali sono le sensazioni ora?
"C'è grande amarezza. Non esiste un elenco di arbitri graditi o sgraditi. Ci siamo sempre comportati con grande correttezza, non abbiamo nulla da temere. Non devo aggiungere altro".


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