Non solo il mercato, a giugno può essere rivoluzione: in scadenza il portiere e gran parte della difesa
Il mercato di gennaio dell’Inter va interpretato oltre l’urgenza del presente. A pesare sulle scelte della dirigenza nerazzurra è soprattutto lo scenario che si aprirà nel 2026, quando diversi contratti importanti arriveranno a scadenza. Giocatori esperti e centrali nel progetto di Cristian Chivu come Yann Sommer, Stefan de Vrij, Francesco Acerbi e Matteo Darmian rappresentano oggi una certezza tecnica, ma anche un nodo strategico da sciogliere con largo anticipo.
Sul piano sportivo, il loro contributo resta fondamentale. Ognuno, nel proprio ruolo, garantisce solidità, leadership e profonda conoscenza dei meccanismi di squadra. Acerbi e de Vrij continuano a essere riferimenti della linea difensiva, Darmian assicura affidabilità e versatilità su più posizioni, mentre Sommer - pur con qualche battuta a vuoto - si è confermato un portiere affidabile. Privarsene senza avere alternative pronte significherebbe esporsi a rischi importanti.
Parallelamente, però, c’è la sostenibilità economica. L’Inter prosegue nella sua linea di gestione prudente, evitando rinnovi automatici e valutando con attenzione fattori come età, ingaggi e prospettive di rendimento. In questo contesto, gennaio potrebbe non essere il mese dei grandi colpi, ma quello delle valutazioni profonde: capire chi potrà essere parte del progetto futuro, inserire gradualmente profili più giovani e preparare eventuali transizioni.
Le scelte sui rinnovi avranno un impatto diretto anche sul mercato in entrata. Se uno o più contratti non dovessero essere prolungati, Marotta e Ausilio dovranno muoversi per tempo, evitando di farsi trovare impreparati all’appuntamento del 2026. È una partita che si gioca su un filo sottile: restare competitivi oggi senza compromettere il domani. E come spesso accade, le decisioni più importanti potrebbero maturare lontano dai riflettori.