VIDEO - Quando il tifo non è solo tifo. La supplica di un tifoso a Bastoni
Cori, striscioni, sfottò, dichiarazioni d'amore e preghiere. Cosa non succede nel bel mezzo di delirio e adrenalina che pullulano tra le strade di una città la cui squadra si è laureata campione d'Italia? Il tifo non è più solo tifo, è passione pura diventata collettiva: non sugli spalti, non esclusivamente in quell'area, ma a macchia d'olio in tutta la città. È quello che è accaduto ieri a Milano, dove ancora una volta dopo due anni fa, le strade del capoluogo meneghino si sono letteralmente inondate di nerazzurro. Tutto sapeva di FC Internazionale, persino l'ordinaria quotidianità di una domenica di maggio: mezzi, viabilità, centro e non soltanto... tutto regolato in relazione dall'evento della giornata che ha di fatto 'monopolizzato' la città: la festa per il 21esimo scudetto dell'Inter. Tra i vari frame degli infiniti attimi che questa giornata ha lasciato non solo agli interisti, ma a chi comprende come una passione faccia presto a trasformarsi in autentica fede, abbiamo puntato le nostre camere su una vera e propria preghiera da parte di un tifoso della Beneamata rivolto ad Alessandro Bastoni durante la parata scudetto.
Mentre il pullman attraversava via degli Orefici i tifosi ci regalavano piccoli momenti di sincera e genuina spontaneità, neanche spesso troppo comprensibile da un punto di vista 'ragionevole' ma tanto di pancia quanto commovente che rende di fatto sì forse razionalmente incomprensibile il fenomeno del tifo, ma altrettanto speciale ed eccezionale probabilmente per questo. E mentre qualcuno aspetta trepidante la squadra con un vassoio pieno di birre da offrire ai giocatori, c'è chi si rivolge ad Alessandro Bastoni con un tono quasi di supplica che travolge: "Grande Bastoni. Rimani, rimani, rimani.. per favore". Un urlo che fa quasi sorridere se contestualizzato: nel bel mezzo di una festa scudetto con tanto di musica e un urlo tra milioni di persone. Essere uno tra tanti, ma riuscire anche straordinariamente a farsi sentire e persino ascoltare dal proprio idolo e allora sì, non importa l'età o il contesto: come un bambino si urla a squarcia gola, e non importa se quel desiderio espresso sembra una letterina a Babbo Natale, cestinata poi tra le tante. In quell'urlo c'era probabilmente racchiuso quello di altri migliaia di tifosi e l'occasione non può essere sprecata perché per un attimo, quell'attimo, ci si può sentire speciali. Frazione di secondi che chissà se ricapiteranno e allora sì, sono momenti speciali e allora tanto vale fare un urlo, qui e ora e a squarciagola.