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Vieri: "Chivu, bravi Marotta e Ausilio. In Coppa Italia sarà un'Inter affamata"

di Christian Liotta

"L’Inter è stata la più forte quest’anno. E a tratti ha giocato un gran calcio". Parola di Christian Vieri, che intervistato dal Corriere della Sera traccia un primo bilancio consuntivo della Serie A 2025-2026: "Tre squadre in corsa, con il Milan secondo a lungo e il Napoli di nuovo competitivo una volta recuperati gli infortunati. Comunque bravo Massimiliano Allegri che ha ereditato una squadra lontana dalla vetta, un po’ di sfortuna per Antonio Conte, che aveva in mano la rosa più forte". Per poi spostare il focus sulla squadra nerazzurra: "È stata la più brava. Ha di fatto sempre vinto con le piccole, e gli scudetti si portano a casa proprio su questo fronte, dove i punti pesano tantissimo, sono anzi decisivi".

Come va valutato il lavoro di Chivu?
"Bravissimo a rimettere subito la squadra in careggiata dopo le batoste della scorsa primavera. Non era semplice a livello mentale. È giovane, ha buone idee e ha dimostrato di essere all’altezza di un club simile. Ha personalità: gran gestione del turnover e zero paura ad affidarsi ai giovani, per nulla scontato in un club dove sei obbligato a vincere. Ma Cristian viene non a caso dalla scuola Ajax. E, in generale, da giocatore ha sempre frequentato spogliatoi pesanti».

Bravo il club quindi?
"È stato forse un azzardo all’inizio, almeno per chi osservava da fuori. L’uomo, il tecnico, l’attitudine al lavoro, appunto le idee e l’esperienza nel settore giovanile: tutto è finito sotto la lente di ingrandimento. E non è allora stato un salto nel buio secondo me, anche perché c’era la fila dei tecnici pronti a prendere la panchina nerazzurra. Una grande scelta quella di Marotta e Ausilio. Bravi!".

Gli uomini simbolo di questo scudetto?
"Calhanoglu, Lautaro Martinez e Dimarco: sono di un’altra categoria. Lautaro è il centravanti più forte in Italia, uno dei top al mondo. Puoi farne a meno per una partita, non per un mese e mezzo come è successo recentemente. Con lui in campo uno-due gol sono assicurati, poi sforna pure assist, migliora la squadra, allaccia il gioco: giocatore completo".

Cos’è successo in Europa all’Inter?
"Serviva maggiore cattiveria. E gli infortuni contano fino a un certo punto: la squadra è strutturata per fare bene su tutti fronti. Il Bodo non è una cenerentola, ma l’Inter queste sfide deve vincerle, e basta".

Ora la finale di Coppa Italia.
"Mi aspetto una squadra affamata. Si gioca per i trofei, con la maglia nerazzurra addosso hai un solo obiettivo: vincere sempre. Altrimenti non è roba per te".

La prima stagione in A di Pio Esposito?
"Positiva. È andata abbastanza bene. C’è comunque ancora tanta strada da fare, deve migliorare a 360 gradi. Dipende tutto da lui, le qualità sono di quelle importanti".


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