Zanetti: "Moratti è famiglia, con Mourinho e Simoni il legame più forte. Ora per l'Inter sono una risorsa. Chivu? Arriva subito ai ragazzi"
Fonte: Corriere dello Sport
Intervista esclusiva del Corsport ad Javier Zanetti, prima giocatore e ora vicepresidente dell'Inter, club nel quale milita ormai da 31 anni.
Moratti, Thohir, Zhang e Marotta con Oaktree.
"Moratti è famiglia. Un rapporto, il nostro, che va molto oltre quello tra presidente e giocatore o dirigente. E quando dico Moratti intendo i Moratti, a partire da Massimo".
Il legame più forte?
"Mourinho, senz’altro, è sempre con me, abbiamo fatto qualcosa di indimenticabile e forse irripetibile. E poi Gigi, che purtroppo non c’è più. Simoni un padre, rendeva tutto semplice. José invece è un leader, molto convincente, persuasivo. Ricordo la prima telefonata. Giugno, sto rientrando in Argentina e faccio scalo a Fiumicino. A un certo punto ricevo una chiamata da un numero portoghese. “Sono José Mourinho. Ho appena firmato per l’Inter, sarai il mio capitano, mi scuso se non parlo bene l’italiano”. Lo parlava benissimo. Diretto, leale, un allenatore straordinario".
Simoni il più semplice. E il più complicato?
"Zaccheroni ci faceva fare tanta tattica. Anche un’ora di seguito. Il problema per noi giocatori era riuscire a mantenere la concentrazione per tutto quel tempo".
Con Simoni c’era il Fenomeno, un fantastico ’98.
"Il periodo migliore. In allenamento ci mostrava sempre qualcosa di diverso, voleva sorprendere. Punizioni all’incrocio, uno contro uno come solo lui sapeva fare. Era potente e tecnico".
Ripeto: come hai fatto a resistere a tutto e tutti?
"Sincero, a me lo status interessa pochissimo. Io per l’Inter sono una risorsa. Non mi sono fermato alla condizione di ex, ho studiato, mi sono applicato e aggiornato, ancora oggi frequento corsi alla Bocconi. Marketing, finanza, economia, iniziative sociali. Ai giovani calciatori suggerisco di iniziare prima, quando sono in attività e il tempo per prepararsi un futuro non manca".
Chivu l’hai avuto anche come compagno di squadra.
"Cristian è un uomo di rara intelligenza, preparatissimo, un grande motivatore, lo ascolto quando parla alla squadra, arriva subito ai ragazzi. Cerca sempre la prestazione, che l’Inter ha sempre fatto, perfino con l’Arsenal che è la più forte d’Europa. Avremmo meritato di più con Atletico e Liverpool, ci mancano quei due punti".
E il patto dell'asado?
"È una cazzata.. Io posso dare un parere a Moratti, ma chi pensa che influenzi le sue scelte sopravvaluta me e sottovaluta il presidente".