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Zenga: "Ecco dove si vede la mano di Chivu. Chi al posto di Sommer? Vicario e Carnesecchi in prima fila, poi Caprile"

di Stefano Bertocchi

Il Derby d'Italia preferito di Walter Zenga è "quello in semifinale di Coppa Italia, col rigore di Rossi parato all’ultimo minuto. Io ero un ragazzino, mi ritrovai di fronte mostri sacri come Boniek, Scirea, Cabrini, Gentile, Platini. Ho parato un rigore anche a lui". Lo racconta l'ex portiere dell'Inter a La Gazzetta dello Sport nel giorno della sfida con la Juventus. 

Attualità, ora: la stagione di Sommer è in ripresa? 
"Innanzitutto, una premessa: se ci mettiamo a guardare gli errori di un portiere non ne usciamo più. Yann è uno di rendimento, una garanzia. Ha esperienza e qualità da vendere".

Cosa le piace di più di lui? 
"La padronanza di sé. Non lo scalfisce nulla".

Chi prenderebbe al suo posto a giugno? 
"Un portiere italiano: Vicario e Carnesecchi in prima fila, poi Caprile".

Chivu l’ha sorpresa? 
"Se a inizio anno mi avessero detto che l’Inter sarebbe stata tra le prime quattro a questo punto del campionato, avrei firmato. E invece è prima. Cristian è stato bravo a spazzare via le scorie di una finale persa 5-0 e di una stagione logorante conclusa senza trofei. Ha proposto un gioco verticale e fluido, mi piace".

L’Inter quindi è migliore dell’anno scorso? 
"Alt, non farò mai un paragone. Sono contesti e stagioni diverse. Sono felice di aver visto la squadra di Inzaghi giocare bene per quattro anni, non va dimenticato ciò che fatto".

Dove si vede di più la mano di Chivu? 
"Nella gestione del gruppo. Molti giocatori hanno ritrovato loro stessi. Ha ridato motivazione, ha fatto leva sul carattere. Dimarco, a oggi, è il miglior quinto del mondo. Sono fiero di lui perché mi ci rivedo un po’: è un interista cresciuto nel Calvairate che gioca per la squadra del suo cuore. Io ho iniziato a giocare nella Macallesi".

Il divario di 12 punti rispecchia la realtà? 
"Sento dire che l’Inter non vince gli scontri diretti, ma servono davvero? Chivu non ha battuto Milan, Napoli e Juve, e quindi? È primo. E sono sicuro che anche la squadra ragioni così. Poi è chiaro che battere la Juve sia importante".

Un giudizio sui volti da copertina, Lautaro e Yildiz? 
"Lauti è un leader. Uno che quando vince un premio o segna va in sala stampa a dire che il merito è della squadra. Kenan è talento puro. Uno di quelli per cui paghi il biglietto, come Nico Paz e Vergara. Senza gli infortuni non sarebbe emerso".

Walter, come finisce Inter-Juve? 
"Io sono superstizioso...".


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