Fine dello strazio. Due bersagli per San Siro, Guarin da astronomia e se pure a Samir girano...
Stagione finita con una cartolina che dice tutto: a San Siro è 5-2 per l'Udinese, Inter strapazzata da Di Natale, Muriel e compagni. Analizziamo la gara... da Zero a Dieci.
ZERO gli allenatori che hanno fatto peggio di Andrea Stramaccioni nell'era Moratti. Sedici sconfitte in campionato, un'Inter presa a cazzotti da chiunque come fosse un sacco, gioco zero e alibi tanti. Ma alla fine quello che conta sono i risultati: Stramaccioni è l'allenatore più sconfitto da quando Massimo Moratti è presidente dell'Inter.
UNO è il gol di Juan Jesus con la maglia dell'Inter. Benvenuto nel club, ma l'errore sull'1-0 per l'Udinese è da filmare e mandare alle giovanili costringendo i baby difensori a scrivere centinaia di volte sulla lavagna: "Così non si difende", come Bart Simpson. Voto uno anche a quel suo errore. E siamo generosi.
DUE i bersagli di San Siro, in salsa argentina. Ricardo Alvarez torna a vestire i panni della nullità vista fino a marzo e si becca una carrellata di fischi; Ezequiel Schelotto subentra e neanche mette piede in campo, già si ritrova massacrato come se avesse baciato la maglia del Milan. Questa - nel bene e nel male, soprattutto in questo caso nel male - è la Scala del Calcio, bellezza.
TRE gol per Tommaso Rocchi. Che alla fine il suo l'ha fatto e non merita di essere il capro espiatorio di una stagione orribile. Non è colpa sua se è stato comprato; è merito suo aver dato sempre tutto quello che poteva. Conclude segnando più di Bendtner, Anelka e Niang messi insieme. Grazie, professionista vero, ma adesso l'Inter ha bisogno di cambiare.
QUATTRO tiri in galassie sconosciute per Fredy Guarin. Serviranno esperti di astronomia, i più bravi, per scoprire le traiettorie delle sue cannonate nello spazio, autentiche mine calciate senza senso come non ci fosse un domani. Funzionano un po' come spie: quando Guarin fa così, è nella versione dannosa del suo potenziale. Meno male che è finita...
CINQUE gol presi. Dall'onesta Udinese, a San Siro, davanti al proprio pubblico, con il dovere di mettercela tutta. E che gol presi. Questa basta così
SEI mesi di strazio finalmente finiti. Da Torino in poi, solo buio e neanche un bagliore di luce. L'Inter da quel 3 novembre è stata semplicemente una sofferenza atroce, una bruttezza rara sottoposta agli occhi dei suoi tifosi. Voltare pagina. Subito. E sul serio.
SETTE giorni per decidere il futuro dell'allenatore. Perché Stramaccioni non è ancora sicuro del posto e l'esonero viene valutato, perché Mazzarri si è liberato dal Napoli, perché altri nomi non vanno esclusi a priori anche se marginali. Adesso non c'è più tempo da perdere.
OTTO vittorie, sole otto vittorie, dopo quella dello Juventus Stadium. Inclusa. Otto vittorie in campionato da novembre a oggi, questo è il bottino dell'Inter. Con la seconda peggior difesa della Serie A dopo il Pescara. Ci rendiamo conto?
NOVE alla civiltà dei tifosi dell'Inter. Una maturità unica dimostrata in una stagione da pelle d'oca. La Curva Nord contesta civilmente e con intelligenza; i tifosi nerazzurri applaudono tutti con sportività allo straordinario capolavoro - l'ennesimo - di quel campione chiamato Di Natale. Chapeau.
DIECI alla rabbia di Samir Handanovic. Finalmente qualcuno che non dice "è un'annata difficile", mette da parte parole e banalità ma s'inferocisce in campo quando gli attaccanti avversari arrivano come furie davanti a sé. Samir è uno freddo, sereno, composto. Ma quando è troppo, è troppo. Bene che lo faccia capire pure uno come lui.