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Andrà come deve andare, ma che peccato. Adesso c'è un'unica priorità

di Fabio Costantino

Manca solo la matematica e l'Inter sarà inserita nel gruppone che per toccare con mano gli ottavi di finale di Champions League dovrà passare dai playoff. Lo scenario peggiore, dopo il filotto delle prime quattro partite, si è materializzato. Ed è un vero peccato, soprattutto perché ieri sera, come a Madrid e contro il Liverpool, il risultato è stato penalizzante per i nerazzurri oltre le loro responsabilità. Però la storiella è arcinota, a certi livelli se sbagli o stacchi la spina nei 90 minuti la paghi a caro prezzo. Il 3-1 con cui l'Arsenal si è impossessato di San Siro è severo per quanto visto sul rettangolo di gioco, ma paradossalmente gli inglesi non hanno rubato nulla e possono continuare nel proiprio ruolino di marcia impeccabile.

Il valore di questo Arsenal lo si evince anche dall'abbondanza che Arteta poteva ammirare ieri sera girandosi verso la panchina: gente come Martinelli, Havertz, Odegaard, Gyokeres e Rice, giusto per citarne alcuni, si è riposata chi più chi meno nella trasferta di San Siro. I 7 punti di vantaggio sulle seconde in Premier League, Manchester City e Aston Villa non sono certo una coincidenza, ma il frutto di un lavoro partito da lontano e che i tifosi dei Gunners sperano foinalmente dia i suoi frutti. Ad oggi, tra mura domestiche ed Europa, c'è poco da commentare: siamo di fronte a un'esibizione di cannibalismo.

Inutile tornare sul discorso degli investimenti, a Londra non hanno badato a spese per costruire questa corazzata e non ha più neanche senso sbottonarsi in confronti con il bilancio dell'Inter, perché proprio i nerazzurri negli ultimi anni hanno dimostrato che l'equazione 'più spendi più vinci' non è applicabile al gioco del calcio. Ieri al Meazza, non a caso, per quanto si sia vista la differenza tra le due squadre in termini di qualità, non è stata poi così netta. L'Inter ha lasciato a lungo il pallino ai Gunners, consapevole del fatto che giocarsela sul palleggio sarebbe stato deleterio. Dopotutto anche Simone Inzaghi la scorsa stagione fece altrettanto e alla fine vinse. Il risultato non è stato purtroppo quello sperato, ma le loro occasioni i padroni di casa le hanno avute eccome, soprattutto nella ripresa, peccando dell'ormai proverbiale scarsa lucidità al momento di quagliare. 

Mettendo da parte un dettaglio insignificante come il risultato (ridiamoci su), resta il fatto che i dominatori della Premier League e della Champions League hanno dovuto lavorare sodo per avere la meglio dell'Inter, a conferma di uno status internazionale sempre valido che non può dipendere da un punteggio sul maxischermo dello stadio. Ed è un aspetto da non sottovalutare. Resta il fatto che per l'Inter sia arrivata la terza sconfitta di fila, anche questa senza demerito ma non è con i meriti né i complimenti che si fa la classifica. E il vantaggio raccolto nelle prime 4 giornate è stato dilapidato.

L'ultima giornata del mega girone sarà a Dortmund, ma anche una vittoria potrebbe non essere sufficiente per evitare i playoff. Amen, andrà come deve andare e se bisognerà giocare due partite in più lo si farà, serenamente. Intanto la priorità oggi ha un nome ben preciso: Pisa. C'è ancora un'altra missione da portare a termine.


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